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Just me

Just me

Justine Mattera nasce il 7 maggio 1971 a Bellerose, nel Queens, a New York. Durante l’infanzia vive con i genitori, la sorella Jessica e un Golden Retriever di nome Guy nello stesso quartiere, in una casa gialla con il giardino e un grande albero di fico. È una bambina brillante ed espansiva, a cui piace stare con i coetanei e giocare a baseball con loro. Durante il periodo delle scuole elementari, a otto anni, si distingue per i risultati ottenuti nel test di esame effettuato in classe, tanto che studia molto per cercare di entrare in una delle scuole più prestigiose dello stato. Parallelamente, Justine sviluppa un particolare interesse per il nuoto, passione che condivide con la sorella Jessica. Dopo un periodo difficile, in cui deve affrontare un tumore giovanile che colpisce la sorella, Justine decide di iscriversi alla scuola superiore Bronx Science, specializzata in materie scientifiche e lingue. Una volta ottenuta una borsa di studio parziale per la Stanford University, Justine è al settimo cielo e vola in California, per iniziare un nuovo percorso e gli studi in Ingegneria meccanica. Allo stesso tempo, deve fare più lavori per mantenersi, tuttavia la voglia di uscire a divertirsi con le amiche e le compagne della nuova sorellanza da lei formata la rallenta negli studi. Colta da un’improvvisa ed eccessiva stanchezza, capisce che è il momento di soppesare e analizzare le sue scelte degli ultimi mesi: decide quindi di cambiare indirizzo e iscriversi a letteratura, dove avrà modo di approfondire la letteratura inglese e italiana. Ciò la porta in Italia, prima per alcuni mesi di studio e poi a vivere stabilmente. Qui, partendo come ballerina in discoteca, diventerà il personaggio che è oggi…

Justine Mattera è la prova vivente che si può essere tutto. Si può essere una ragazza semplice, espansiva e rispettosa, una studentessa appassionata e curiosa, una madre amorevole e una donna decisa allo stesso tempo, una ballerina e una sportiva portata a superare sempre se stessa e i propri risultati. Una persona che non ha paura di cambiare, di intraprendere strade diverse e sconosciute, pur non sapendo quanto siano impervie. Una donna che va a mille e non si risparmia, che ce la mette tutta per realizzare i propri sogni e che non ha paura di ammettere che, forse, ciò che in quel momento sta facendo non è quello che desidera davvero, che non le fa battere il cuore; o almeno non più. Justine rappresenta il coraggio di trasferirsi lontano da casa e reinventarsi più volte, anche in un Paese diverso, con accanto delle persone diverse e non sempre così sincere. Così come la consapevolezza di accettare ciò che è finito, le esperienze che l’hanno resa ciò che è ma che allo stesso tempo fanno parte del passato, di un periodo diverso e di un’età diversa. La voglia di ricominciare, di mettersi in gioco, di amare e di appassionarsi. La determinazione di non farsi mettere i piedi in testa e di far sentire la propria voce. E tutto questo con il sorriso e la vitalità che la contraddistingue. Le malelingue diranno, come è successo in tante occasioni e come riportato dalla stessa Justine nel suo romanzo autobiografico, “beh se si lamenta lei”… Anche lei, come tanti, ha sofferto e ha avuto alti e bassi. E forse ne è uscita proprio grazie al suo sorriso. Un romanzo leggero, sincero, un po’ ironico e appassionante.