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Kamandi

Kamandi
Futuro prossimo. New York è in rovina e semisommersa dalle acque a causa di un misterioso Grande Disastro (ambientale o militare, o entrambi) che ha spazzato via la civiltà come la conosciamo. Ma Kamandi il mondo che fu non l'ha mai conosciuto: il suo, di mondo, sono sempre state le macerie tra le quali fare rari blitz per racimolare viveri e oggetti - stando ben attenti a non incontrare le presenze pericolose che vi si aggirano - e soprattutto il bunker nel quale è cresciuto assieme a suo nonno, l'uomo che gli ha insegnato tutto quello che sa. Un giorno come tanti, di ritorno da una sortita in cerca di cibo, Kamandi scopre con orrore che il bunker è stato assaltato da un gruppo di predoni armati che hanno trucidato il nonno. Ma la cosa più incredibile è che questi predoni senza scrupoli sono... lupi vestiti da uomini, che parlano e usano i fucili come se nulla fosse e anzi si mostrano stupefatti del fatto che Kamandi parli e sappia combattere. Messi fuori combattimento i lupi, il ragazzo si impossessa del loro veicolo a motore e fugge. Fa solo poca strada e si trova nel bel mezzo di una battaglia senza quartiere tra un battaglione di tigri-soldato a cavallo e dei leopardi in uniforme, durante la quale Kamandi salva la vita al condottiero delle tigri, Grande Cesare, che decide di portarselo a casa come mascotte (sic!). Nella città delle tigri il giovane incontra lo scienziato di corte, il dottor Canus (di nome e di fatto), che gli conferma ciò che Kamandi aveva già subodorato, e cioè che gli homo sapiens sono regrediti a uno stadio quasi animalesco e si aggirano in branchi grugnendo, mentre altri animali hanno assunto sembianze e cultura antropomorfe e dominano il mondo – o ciò che ne resta. Ma non tutto è perduto: Canus afferma di conoscere altri umani ‘evoluti’ come lui, e ne presenta uno subito a un esterrefatto Kamandi. Si tratta di Ben Boxer, un tipo muscoloso inguainato in una tuta da astronauta, un mutante che ha il potere di trasformarsi in un essere d’acciaio che emette energia atomica che si offre subito di aiutare il ragazzo. Kamandi non è più solo…
Torna in imperdibile edizione deluxe (un volumozzo di quasi 900 pagine che contiene tutti i 40 numeri - su 59 - scritti e disegnati da Jack Kirby tra il 1972 e il 1978) ma in bianco e nero e formato ridotto la serie forse più riuscita tra quelle create dal Re - così i fans chiamano da sempre il fumettista newyorchese – per la DC Comics dopo lo storico abbandono della Marvel del 1970. Un capolavoro pop rimasto indelebile nella memoria di una generazione intera di lettori che è un palese omaggio a “Il pianeta delle scimmie” di Franklin J. Schaffner, sin dalla dinamitarda cover del n°1 con la Statua della Libertà sullo sfondo (prova ne è il fatto che il boss della DC dell’epoca, Carmine Infantino, sosteneva di aver avuto lui l’idea di base della serie proprio dopo aver fallito l’assalto ai diritti dei fumetti tratti dal film e averne tentato una bieca imitazione). Il messaggio di tolleranza, l’inno all’ambientalismo, all’animalismo e al relativismo culturale che la serie rappresenta sono assolutamente trasparenti – anche se nel film di Schaffner i riferimenti sociali e politici sono più evidenti e molto meglio declinati. Imbattibile invece l’estetica roboante della serie, con Kirby che maramaldeggia alle matite dipingendo puro movimento, mentre il Kirby autore non manca di inanellare assurdità (per quale motivo Kamandi deve sempre girare a torso nudo indipendentemente dal clima? Perché indossa dei calzoncini strappati quando avrebbe a disposizione quasi tutti i vestiti che vuole? In base a quale misteriosa legge fisica i capelli delle donne umane sono sempre divisi in due ciocche che guarda caso – anche in mezzo a un uragano – coprono i capezzoli? Perché gli uomini regrediti al livello di bestie dovrebbero sentire il bisogno di mettersi le mutande e – una volta ammesso questo – perché non si coprono anche il torso? Perché solo alcuni animali sono diventati intelligenti e i cavalli per esempio sempre il mestiere dei cavalli fanno?). A proposito, il nome del protagonista è il riciclaggio di una striscia anni ‘50 dello stesso Kirby ambientata nella Preistoria.