Salta al contenuto principale

Klara e il sole

Klara e il sole

In un bellissimo negozio di Amici Artificiali (AA) Klara aspetta che qualcuno la acquisti e la porti a casa con sé. È pronta a dedicarsi al piccolo amico che la sceglierà: gli terrà compagnia, lo proteggerà dalla tristezza e dai momenti di fragilità, confrontandosi con l’animo umano e le sue mille sfaccettature. Da nuova, posizionata a metà negozio insieme a Rosa, guarda fuori con curiosità: gli impiegati che vanno di fretta, i taxi, i runner, i turisti e la parte bassa del Palazzo RPO. È la Direttrice che decide i posti di ognuno nel negozio. Tutti i modelli devono essere visti e lo stare in vetrina è un’ottima occasione. Così Klara può vedere il Sole, importante nutrimento, che deve essere assorbito al massimo per non indebolirsi. Gli AA di terza serie, la B2 sono infatti ad alimentazione solare. Di solito parla con Rosa, i modelli maschili sono distanti e chiacchierano poco con le femmine. La Direttrice sposta Rex, che è il loro unico amico, nella nicchia frontale. È una posizione privilegiata per essere visti dai clienti e venduti. Ad ognuno degli AA del negozio è capitato almeno una volta di essere guardati, apprezzati, per poi non essere scelti e tutti hanno ben mascherato la delusione. Nessun modello è perfetto, qualche piccolo difetto c’è sempre, anche su quelli nuovissimi. Infatti, dopo alcune ore lontano dal Sole, un AA comincia a sentire una certa sonnolenza. Si preoccupano di avere qualcosa che non vada e di non riuscire più a trovare una casa, se il problema diventasse di pubblico dominio. Ogni volta che un bambino si affaccia alla vetrina e indica uno di loro, la Direttrice li ammonisce, ricordandogli che i piccoli sono volubili. Per Klara non è così. Fin dalla prima volta che ha visto Josie, sente di appartenerle. È pronta ad aspettarla, arrivando a sperare che nessun altro la acquisti, se non lei. Josie è una quattordicenne brillante, vivace e sensibile, con una malattia oscura che minaccia il suo sviluppo futuro. Ha una madre iper-apprensiva, che piange il dolore di una figlia morta e riversa su Josie tutte le sue ansie. Sarà Klara, una volta a casa con loro, a prendersi cura della ragazzina, dedicandosi a lei senza risparmiare le sue programmate qualità...

Klara è un’amica artificiale, progettata per prevenire la solitudine negli adolescenti. Il romanzo è ambientato in un futuro in cui la società divide i suoi membri tra quelli che vengono potenziati - un’élite geneticamente modificata - e quelli che non vengono migliorati, i molti, che rimangono indietro. I problemi etici della nostra società sono in primo piano in molti romanzi di Ishiguro e lo sono anche in Klara e il sole. Dove il tema del rapporto tra persone e intelligenza artificiale è splendidamente incarnato dai personaggi che l’autore crea. Klara è la voce narrante e ogni centimetro della realtà che vediamo è filtrato dai suoi occhi e dalla sua modalità di visione a scacchi. Klara impara per esperienza e cerca di fare del suo meglio per Josie, una ragazza che vive sola in una grande casa con la madre e una sospettosa governante. Quello che farà Klara per lei potrebbe essere considerato, pur non provenendo da un essere umano, un atto d’amore. Ma questo sarà il lettore a deciderlo. Ishiguro ha parlato con esperti di intelligenza artificiale e si è documentato molto ancor prima di pensare di scrivere questo romanzo. Ha voluto dare a Klara un obiettivo, una missione: che Josie non si senta sola e impedirle di morire. Per questo Klara potrebbe apparire come una persona umana, ma è molto limitata, sia nella sua visione del mondo che nella gamma delle emozioni che ha a disposizione. Difficilmente avrebbe la capacità di essere gelosa di Josie o di sentire rivalità nei suoi confronti per l’affetto della madre o per le attenzioni di Rick, il suo ragazzo. Klara viene al mondo quasi come una pagina bianca, non porta con sé una storia e nemmeno ricordi, ma è in grado di imparare velocemente, per imitazione. L’autore porta a credere che Klara sia un piccolo specchio della natura umana, perché man mano che impara le caratteristiche degli uomini, le riflette. Dovremmo essere tristi per lei alla fine? O dovremmo essere contenti perché ha compiuto al meglio la sua missione? Forse questo è lo scopo per cui è stata programmata. Ishiguro semina dubbi nel lettore. Klara sembra molto buona, altruista e premurosa, ma si potrebbe anche pensare che sia in realtà totalmente egoista. Se le fosse stata affidata una missione diversa, per esempio, o più negativa, non la penseremo così amorevole e simpatica. Un tema importante toccato dal romanzo è quello del rispetto per l’ambiente. Klara crede ingenuamente di poter fermare tutto l’inquinamento del mondo semplicemente distruggendo la macchina Cootings dai tre fumaioli. Si possono vedere gli sforzi di Klara come una satira verso la poca attenzione avuta dalla comunità internazionale proprio sugli effetti del cambiamento climatico. I giovani oggi sono più sensibili a questo argomento. Klara ha alcune caratteristiche di una bambina, è convinta che il Sole sia molto potente, gentile e buono, è il suo nutrimento, è quasi un dio da pregare. Crede, ingenuamente, che le cose cattive della vita possano essere rimosse. Il bene potrebbe davvero prevalere, se solo convincesse il sole a prestare attenzione. Klara e il sole ricorda i quadri di Edward Hopper, Ralston Crawford e Charles Sheeler. Sono dipinti di paesaggi molto vuoti, di campi enormi con grandi cieli, un silos o una linea ferroviaria in lontananza. Il sole che scende tra gli edifici molto alti e ristoranti di notte vuoti. È un libro che ha speranza e qualche cosa di ottimistico. Ishiguro ha usato l’intelligenza artificiale per parlare in modo magistrale dei sentimenti umani.