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Kristin Lavransdatter – La Ghirlanda

Kristin Lavransdatter – La Ghirlanda

Norvegia 1306. I beni di Ivar Gjesling vanno alla figlia Ragnfrid e al suo consorte, Lavrans Bjørgulfssøn. La coppia si trasferisce dalla tenuta di Skog a quella di Jørundgård, sull’altura di Sil. La stirpe di Lavrans è di origine svedese, quando avviene il trasferimento l’uomo ha ventotto anni e per accontentare l’indole schiva della moglie, conduce un’esistenza riservata nella fattoria. La perdita di tre neonati ha condizionato la loro esistenza e al momento di cominciare la nuova vita a Jørundgård, solo la piccola Kristin è ancora in vita. Nonostante la vicinanza ai parenti di Ragnfrid nella regione, la famiglia preferisce vivere con riserbo, dedica molto tempo alle funzioni religiose e all’accoglienza dei devoti e dei pellegrini. Lavrans è amato dai vicini, è un uomo aristocratico, ma mite, di buon carattere e giusto, coraggioso, abile nella caccia, benevolo con i fittavoli. I coniugi hanno un matrimonio rispettoso e senza screzi, ma la bella Ragnfrid sembra essere invecchiata di colpo a causa dei lutti. Nemmeno la ricchezza e la buona reputazione di cui gode la famiglia alleviano la perdita. Kristin ha sette anni quando per la prima volta accompagna il padre e il suo seguito armato a visitare i pascoli. Tra gli uomini c’è il giovane Arne Gurdssøn di Finsbrekken, il più caro amico della bambina. Lungo il percorso costeggiano gli edifici di Romundgård, la fattoria del prete, poi la chiesa e il cimitero, per proseguire e allontanarsi dai luoghi familiari. A valle sorge Loptsgård, dove abitano il buon Jon, che le regala sempre splendidi giochi di legno intagliato e il vecchio Sigurd, che si dichiara pronto a sposarla quando sarà cresciuta, scatenando il suo pianto angosciato. Vicino a un fitto boschetto intravede il masso presso cui lei, Arne e Tomas, nipote del prete, giocano alla chiesa e battezzano gli animali imitando i rituali. A mano a mano che proseguono nella valle, sopraggiungono freddo e buio, ma superato il ponte risalgono fino alla cima del crinale, da cui è possibile scorgere tutte le fattorie. Da una capanna, al richiamo di Lavrans, escono due uomini, sono i carbonai e alle loro spalle giunge la madre con una ciotola di latte in mano. La donna ha sentito parlare della bellezza di Kristin, dei suoi capelli d’oro e chiede di poterli ammirare. L’uomo acconsente e fa scivolare via il cappuccio che copre la figlia, così una cascata di lunghi capelli biondi avvolge la ragazzina. Le lodi della gente non sono esagerate...

La norvegese Sigrid Undset (Kalundborg 1882 – Lillehammer 1949) esordisce come scrittrice nel 1907 con La signora Marta Oulie, dopo un primo infruttuoso tentativo nel 1902. Le sue opere, tra cui racconti, romanzi e poesie, la rendono famosa in tutto il mondo e dopo la sua morte molti scritti vengono riorganizzati e pubblicati postumi. Numerosi romanzi sono noti anche in Italia, in particolare i volumi ad ambientazione storica, tra cui spicca il ciclo dedicato a Kristin la figlia di Lavrans, pubblicato tra il 1920 e il 1922, suddiviso in tre parti: La ghirlanda, La signora di Husaby e La croce. Considerato il suo capolavoro, nonché l’opera che le ha permesso di vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1928, è caratterizzato da una scrittura elegante, abbondano le descrizioni di luoghi e personaggi, abitudini di vita e persino l’abbigliamento. Le figure femminili sono forti, carismatiche, determinate a custodire o conquistare ciò che può renderle felici. Ambientati nel 1300, i romanzi sono incentrati sulle vicissitudini della giovane e coraggiosa Kristin, che cresce tra pene d’amore, gelosie e bruciante fede religiosa. Elemento quest’ultimo che la accomuna alla sua autrice, convertitasi ufficialmente al cattolicesimo nel 1925, dopo essersi recata in pellegrinaggio a Montecassino. La fede caratterizza sia le opere che il percorso umano della Undset, convinta sostenitrice della resistenza antinazista, costretta ad abbandonare la Norvegia e a rifugiarsi negli Stati Uniti durante l’occupazione. Rientrata in patria nel 1945 al termine del conflitto, vi trascorre gli ultimi anni di vita, dedicandosi alla stesura di biografie dei santi. Dalle avventure di Kristin nel 1995 Liv Ullmann ha tratto un film, di cui ha curato sceneggiatura e regia. La casa editrice Utopia è impegnata nella ristampa dell’intera trilogia di Kristin dopo aver pubblicato nel 2021 la Saga di Vigdis, le cui peripezie nell’antica società scandinava prefigurano lo sviluppo della personalità della figlia di Lavrans.