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Kristin Lavransdatter – La signora di Husaby

Kristin Lavransdatter – La signora di Husaby

Norvegia, XIV secolo. L’abate di Nidarholm, Olav, è giunto all’approdo presso Birgsi per accogliere il suo parente Erlend Nikulaussøn e la sua giovane sposa, Kristin Lavransdatter. Il viaggio per lei è stato penoso, nascondere la gravidanza e sopportare il mal di mare sotto gli occhi divertiti di tutti l’ha messa a dura prova. Il peso della colpa la tormenta insieme alla paura per l’umiliazione che può travolgere la sua famiglia. Dopo la notte a Vigg, il gruppo si mette in marcia per raggiungere i possedimenti di Husaby e partecipare al banchetto organizzato per accogliere i neosposi. Prendono parte alla funzione dentro la gelida chiesa, poi il corteo attraversa la fattoria fino alla dimora principale: “Tra i pilastri lungo la parete est, dove il trono d’onore era sistemato al centro di una pedana, erano state ricavate delle nicchie chiuse per i letti”. Ci sono candele ovunque, tavolate imbandite, armi e arazzi appesi alle pareti. Per poter indossare l’abito nuziale Kristin ha dovuto fasciarsi bene i fianchi, possibile che Erlend non abbia ancora capito? Che non si sia reso conto che ciò che hanno fatto ben prima delle nozze abbia avuto conseguenze? Finalmente il quinto giorno dall’arrivo vanno via gli ultimi ospiti, è giunto il momento della verità. Per la prima volta Kristin si rende conto delle miserabili condizioni della tenuta, del marciume, della sporcizia, dei giacigli infestati di pulci, del bestiame macilento. Nessuno si è preoccupato di governare Husaby per molto tempo, tocca a lei farlo adesso. Il primo a cui chiedere una mano è il servitore personale di Erlend, Ulv Haldorssøn, sfacciato e sprezzante, riconosce le difficoltà di vivere in un luogo simile per una giovane donna, ma confida nella sua tempra e nelle sue doti. A stendere un cupo velo sull’esistenza della figlia di Lavrans c’è anche un’altra cosa: il bambino che porta nel ventre non si muove e il timore che possa nascere deforme le causa incubi terribili. I giorni si susseguono, ogni mattina Kristin indossa i suoi abiti con attenzione nel tentativo di nascondere ai servi e a coloro che entrano a Husaby la sua umiliante condizione il più a lungo possibile…

“Finnici, russi, careliani e gentaglia d’ogni razza: figli di troll, stregoni, cani pagani, i preziosi agnellini del diavolo, cui andava insegnato a pagare le tasse ai governatori norvegesi e a lasciare in pace gli insediamenti, distanti l’uno dall’altro quanto Husaby da Møre”. Sono anni di scorribande, saccheggi e conflitti per il potere, quelli raccontati da Sigrid Undset nel secondo volume della saga dedicata alla figlia di Lavrans, gli stessi conflitti che Kristin affronta tra le mura di casa, sfinita dalle gravidanze che si susseguono anno dopo anno, preoccupata per la sua anima, afflitta dai dissapori con il padre e dalle conseguenze che l’indole spendacciona e irrequieta del marito avrà sui beni destinati ai figli. Se nel primo volume della saga sono messe in mostra la giovinezza e l’innocenza della bella protagonista, insieme ai primi patimenti amorosi, nel secondo tomo di questa poderosa opera il lettore viene messo al corrente della fatica che occorre per amministrare una tenuta nella Norvegia del 1300, gestire i servi e educare i numerosi figli. Sono anni turbolenti a livello politico quelli raccontati e la Undset arricchisce abilmente il quadro storico con dettagliate descrizioni di usi e costumi. È la fine della dinastia che discende da Harald Bellachioma, con la morte di re Håkon Magnusson e l’avvento di Magnus VII figlio di Ingeborg, principessa di Norvegia, che ne cura la reggenza durante l’infanzia (il bambino diventa re con la morte del nonno quando ha appena tre anni e nel 1319 è eletto re di Svezia grazie al Trattato di Oslo). I dubbi relativi all’operato della regina e le rivalità per la divisione e la gestione del potere tra le famiglie più influenti del regno, fanno da sfondo alle fatiche della vita quotidiana della popolazione, i giochi di potere e le alleanze segrete animano le antiche casate, a cui partecipano ciascuno a suo modo il marito di Kristin, Erlend Nikulaussøn, e suo padre Lavrans Bjørgulfssøn signore di Jørundgård. Eventi che mettono a rischio tutto ciò che si è faticosamente conquistato: prestigio e ricchezze.