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La ballata dei padri infedeli

La ballata dei padri infedeli

Se Diego Capistrano – il sedicente Gatto con gli Stivali – è tornato in città, lei lo scoverà. Di questo è certa. Ma lì, ora, non c’è. Isabella si lascia cadere sulla cassapanca tirolese posizionata nella soffitta dello stabile di oltre cento appartamenti, in via degli Etruschi, in cui abita da più di cinquant’anni. Cioè, abita nello stabile, non nella soffitta. Quella è intestata ad Ambrogia Locatelli, portinaia in pensione, da sedici mesi in clinica per la riabilitazione dopo una rottura al femore. Lo specchio di un vecchio armadio in noce, davanti a lei, le mostra l’immagine di una settantenne vestita come quando di anni ne aveva una trentina: maglia attillata, pantaloni di pelle, scarpe con il tacco a stiletto. Ma dove vuole andare, a quell’età? E come le è venuto di incapricciarsi di Diego? Una risposta a quest’ultima domanda lei ce l’ha, ce l’ha eccome. Diego è stato il suo primo amore e l’ha ritrovato dopo mezzo secolo di lontananza. Vestita da improbabile Fata Turchina è stata la sua spalla durante una serie di rapine, apparentemente compiute a caso, ma in realtà frutto di un’attenta ricerca: il Gatto con gli Stivali e lei davano la caccia a una serie di strozzini, che si servivano di un’attività commerciale, un negozio in genere, quale attività di copertura. Insieme, i due “Bonnie e Clyde senza pistola” avevano una lista di farabutti da punire attraverso il furto, ma si erano interrotti quando il fratello di Isabella, autista e palo dell’improbabile banda, era stato arrestato e Diego si era dato alla latitanza. Sul giornale, tuttavia, Isabella ha letto di un colpo al bar Trifoglio di via Paruta e Isabella sa che quell’esercizio era il decimo della lista. Il prossimo dovrebbe essere la trattoria degli Angeli di via Monfalcone, il cui titolare nel retrobottega presta denaro a strozzo. E allora a Isabella non resta che appostarsi davanti alla trattoria. Prima o poi Diego si farà vivo …

Nuovo appuntamento con Libera Cairati – la fioraia del Giambellino con il pallino dell’investigazione – che, in una Milano piuttosto grigia di fine ottobre, al rientro dalla sua prima vacanza con Gabriele, è inquieta. Lo è perché nella sua vita c’è anche Furio, che continua a mostrarsi interessato a lei, e soprattutto c’è Diego, il fantomatico rapinatore passato alla cronaca con il soprannome Gatto con gli Stivali, che potrebbe essere suo padre e potrebbe anche essere smascherato in tempi rapidi. E allora bando alle incertezze: servono rinforzi. Libera li trova, come sempre, in sua madre Iole, eccentrica e fuori da ogni schema, e nella Smilza, giornalista già sua compagna d’avventura nelle precedenti indagini ufficiose. Il trio, perfettamente assortito e in grado di fiutare informazioni con la precisione di un cane da tartufo, scopre che Diego è rientrato in città ed è impegnato in un’azione piuttosto delicata: capire cosa sia davvero accaduto al papà del suo protetto, Hamma, scomparso dopo una rissa. Si tratta di un regolamento di conti o c’è altro? Rosa Teruzzi accompagna una volta ancora il lettore tra le vie di una Milano diversa dalla città fatta di mode e glamour; lo guida tra le strade e nelle profondità degli animi umani; gli mostra i diversi volti dell’amore e le conseguenze spesso insidiose che lo svelamento di certi segreti molto pesanti comporta. L’autrice – giornalista affermata ed esperta di cronaca nera – non sbaglia un colpo e conferma di aver dato vita, con Libera & Co., a una serie di personaggi vincenti, capaci di bucare le pagine e mostrarsi nella loro complessità. Ogni storia che vede la fioraia del Giambellino come protagonista intriga, diverte e commuove. Scrittura accattivante e intreccio a prova di bomba completano il quadro. Si arriva all’ultima pagina in un baleno e ci si mette in paziente attesa della storia successiva.