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La banda dei carusi

La banda dei carusi

Il vicequestore aggiunto Giovanna Guarrasi, detta Vanina, è seduta a un tavolo vista mare al porticciolo di San Giovanni Li Cuti. I bar hanno già tirato fuori tutto ciò che occorre per il servizio all’aperto, visto l’imminente arrivo della buona stagione. Una tazzina di caffè è poggiata sul tavolo di fronte a lei. Vanina fuma una Gauloises e aspetta che Marta Bonazzoli, ispettore validissimo della sezione da lei diretta, esca dalla casa del primo dirigente della Squadra Mobile di Catania Tito Macchia, diretto superiore di Vanina e fidanzato di Marta. Non avendolo visto arrivare al lavoro, l’ispettore si è preoccupata e stava per recarsi da sola a controllare cosa fosse accaduto, quando Vanina l’ha intercettata e ha notato quanto fosse agitata. Quindi, per evitare incidenti, si è offerta di accompagnarla a casa del capo. Niente di grave in realtà: Macchia si è svegliato all’alba con la febbre, ha buttato giù un miscuglio di farmaci antinfluenzali che, evidentemente, avevano un effetto sedativo, ha silenziato senza volere il cellulare e si è addormentato. Anche Marta avrebbe bisogno di riposare, le suggerisce Vanina quando nota le profonde occhiaie che segnano il volto della collega. È bene che si metta a letto accanto a Macchia e cerchi di recuperare un poco di energia. D’altra parte, il periodo è piuttosto tranquillo e pare che l’intera Squadra Mobile non abbia granché da fare. Proprio mentre sale in auto e si appresta a rientrare in ufficio, una telefonata smentisce il vicequestore Guarrasi. All’altro capo della linea don Rosario – sacerdote di una parrocchia in pieno quartiere San Cristoforo, noto per aver impiantato un centro di recupero per giovani tossicodipendenti che tentano di uscire da quel circuito infernale o da altrettanto malsani giri criminali – le comunica che Thomas Ruscica è stato ucciso. Il suo corpo è stato ritrovato alla Playa, in un capanno del lido in cui lavorava, da Emanuela, la sua ragazza. Vanina conosce molto bene Thomas: si tratta di un ragazzo dal passato difficile, proveniente da una famiglia malavitosa dalla quale aveva deciso di allontanarsi. E pareva esserci riuscito...

Sull’unica spiaggia sabbiosa di Catania, in una mattina di aprile che anticipa un’estate di sole e di mare, qualcuno ha fatto fuori, con un colpo di rastrello alla testa, uno dei “carusi” di don Rosario Limoli, parroco coraggioso che tenta di seminare amore in uno dei quartieri più difficili della città. Il vicequestore Guarrasi – protagonista di diversi romanzi firmati Cristina Cassar Scalia, autrice siciliana dalla fantasia fervida e dalla penna scorrevole e fresca – conosce molto bene la vittima e il suo impegno nel cercare di rifarsi una vita, svincolata dall’illegalità, e di aiutare altri nelle sue stesse condizioni. È doveroso, quindi, far luce su un omicidio piuttosto cruento, per il quale fin da subito gli indizi convergono verso una persona piuttosto vicina alla vittima. Ma la Guarrasi non ci sta. Lo sa bene che, spesso, le cose sono diverse da come appaiono. Ecco quindi che, insieme ai membri della Squadra che dirige, incomincia a scavare nel torbido per cercare il capo di una matassa che pare fin da subito parecchio intricata. Come per i romanzi precedenti della serie, la Cassar Scalia offre al lettore un intreccio ben congegnato e una storia appassionante, che ogni volta rivela nuove sfumature dei personaggi e ne approfondisce la personalità. Un romanzo che conferma l’efficacia dello stile narrativo ormai consolidato dell’autrice: incalzante e snello, si concentra sulla protagonista, ma lascia ampio spazio anche ai suoi collaboratori, uno fra tutti l’irresistibile Patané. Non mancano, come al solito, le incursioni degli amici e delle amiche di sempre, le improvvisate dell’eterno fidanzato di Vanina e, soprattutto, le leccornie della dolce padrona di casa, la signora Bettina, l’unica autorizzata a storpiare il nome della Guarrasi senza che quest’ultima si offenda. Una chicca, come sempre, da gustare magari su una spiaggia sicula, in compagnia di un arancino. O si chiama arancina?