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La bellezza e l’orrore

La bellezza e l’orrore

È il 1914 e il mondo sta sprofondando in una guerra di dimensioni abominevoli. A causa di un meccanismo a catena di alleanze, tutte le grandi potenze del globo si stanno ritrovando l’una contro l’altra, in quella che diverrà nell’arco di brevissimo tempo la Prima Guerra Mondiale. Il conflitto perciò coinvolge tutti, all’interno di qualsiasi strato sociale. C’è ad esempio Robert Musil, tenente della riserva austriaca di 33 anni (ma già con ambizioni letterarie), che in principio è curioso di vivere la guerra, poiché crede che in essa potrebbe trovare quella spinta vitale che sino a oggi gli è mancata; basterà però soltanto un dardo di ferro lanciato da un biplano e cadutogli molto vicino per fargli cambiare repentinamente idea. C’è oppure l’infermiera Florence Farmborough, di origini inglesi ma facente parte dell’esercito russo, che sta per concludere repentinamente le proprie giornate di noia all’interno degli ospedali militari: iniziano infatti ad affluire masse di soldati mutilati e morenti, e lei vede perciò con i propri occhi l’immane disastro in cui è precipitata l’umanità. C’è Paolo Monelli, alpino dell’esercito italiano, che si ritrova nei cruentissimi scontri sull’Ortigara, dove vengono sacrificate centinaia e centinaia di ragazzi per conquistare e riconquistare un cocuzzolo di roccia che viene puntualmente perso ogni tre o quattro giorni. Ma c’è anche Michel Corday, un funzionario francese di quarantacinque anni che, seppur residente a Parigi e perciò distante dal fronte, prova sgomento nel vedere (e sentire) quanto ogni proposta di pace venga presa con un’alzata di spalle e una risatina, come se fosse la stupida idea di un bambino ingenuo...

Diciannove vite. Diciannove storie di uomini e donne esistiti realmente, miscelate tra loro e rinarrate dalla penna magistrale di Peter Englund per mostrarci dall’interno cosa fu la Prima Guerra Mondiale. L’autore compie un incredibile lavoro sulle fonti, basandosi su diari e lettere (abbondantemente citati all’interno del testo), per elaborare così un immenso romanzo storico in cui è possibile osservare lo sviluppo degli eventi svoltisi tra il 1914 e il 1918 in tutti i continenti e su tutti i fronti. Non c’è dunque solo il fronte orientale o quello occidentale, non ci sono solo la Russia, la Francia e Verdun; Englund ci porta anche tra i soldati italiani, o tra quelli ottomani che parteciparono alla battaglia di Gaza, o ci conduce nel bel mezzo del colossale incendio che devastò Salonicco e infine nella guerra d’Africa tra quelle truppe europee che lì conducevano una sorta di guerra colonica parallela. Oltre però alla cura storica su cui edifica il testo, notevole anche lo stile che, seppur mai complesso, conduce con poeticità il lettore dentro a eventi a volte spaventosi e a volte persino dolci. Del resto Englund è segretario permanente dell’Accademia di Svezia che assegna il Premio Nobel per la letteratura, perciò è ben consapevole di come si utilizzino le parole per comporre opere di grande spessore. Molto interessante anche la parte fotografica, sia per quanto riguarda i personaggi (presentati tramite fotografie e ritratti reali), sia per quanto concerne la sezione finale dove vi è una raccolta di immagini che mostra gli eventi e gli scenari in cui si svolge questo meraviglioso e drammatico romanzo.