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La biblioteca dei quanti

La biblioteca dei quanti

E se la natura, le cose del mondo, non fossero che una partita a scacchi? Saremo noi a scegliere quali pezzi giocare? Al quesito non si può rispondere seguendo semplicemente le proprie intenzioni o ipotizzando strategie. “L’inconcepibile matematica del cosmo” non si domina; ci è permesso solo di accostarci con timore reverenziale, prima di soccombere. In poche parole, la scienza, l’arte, il pensiero costantemente sono rivolti alla soluzione di misteri che, sebbene si schiudano, poco a poco, con il progresso della conoscenza, restano ancora indecifrati, forse appunto inconcepibili. La distanza tra le capacità cognitive dell’essere umano e la “realtà ultima delle cose” è la misura che hanno tentato di colmare, tra gli altri, tre grandi personalità. Il primo, in ordine di tempo, è un filosofo ed è afflitto da problemi intestinali, un disagio minimo rispetto a quanto accade al di fuori del suo gabinetto: è il 1776 e la rivoluzione si insinua ovunque. “L’incapacità di mettere ordine nelle budella gli procurava pensieri confusi”, ma solo cinque anni più tardi da quei ragionamenti astrusi ricavò l’opera fondativa della filosofia futura nel mondo occidentale. Kant firma, infatti, nel 1781, la Critica della ragion pura, un distillato purissimo di decadi di pensiero… Sportivo appassionato di montagna, pianista di talento, un giovane sedicenne abbandona le velleità meno convenzionali per dedicarsi alla matematica; gli basta una matita e della carta per creare “una massacrante impalcatura di calcoli” e porre la prima pietra della monumentale meccanica quantistica. Heisenberg riesce così a dominare particelle che appaiono e scompaiono, ma la lotta più dura è quella contro i suoi stessi colleghi e contro le tentazioni del potere… A Buenos Aires un uomo sta curando il proprio cuore infranto, con la poesia, con la filosofia, con la creazione di nuove sfumature per le solite parole. Quel “timido argentino depresso” è Borges…

Tre menti geniali, tre diversi campi della conoscenza: Jorge Luis Borges (1899-1986) e la sua letteratura fuori da ogni schema eppure coltissima, il fisico quantistico Werner Karl Heisenberg (1901-1976) con il suo popolare principio di indeterminazione che spiega la realtà in modo quasi paradossale, e Immanuel Kant (1724-1804), uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale. William Egginton, statunitense, critico e autore di saggi ben accolti, docente di letteratura alla Johns Hopkins University, segue il pensiero di quelle immense personalità per riflettere sul senso e sulla natura della realtà. Lo fa oggi, nel pieno dell’era dell’intelligenza post-umana, cercando di rimanere saldo sui valori e sulle ricchezze dell’umanesimo. Esistono diversi, anzi innumerevoli, testi che si propongono un obiettivo simile (tra gli esempi più recenti, i libri di Benjamín Labatut), ma difficilmente un simile progetto è stato realizzato con tanta vivacità, senza perdere la profondità. Libro dell’anno per il “New York Times” e per il “New Yorker”, La biblioteca dei quanti è stato pubblicato nel 2023 in versione originale, in inglese, con un titolo (borgesiano) piuttosto enigmatico: The Rigor of Angels, il rigore degli angeli. Non è un testo semplice nei suoi intricati significati, merita perciò una lettura curiosa, capace di sorvolare su alcuni passaggi ostici, perdendosi nel flusso delle storie e degli schiarimenti di senso. Nella prefazione, l’autore spiega, tuttavia, che l’opera è divisa in quattro parti e quattro contraddizioni sui temi del tempo, sull’esistenza (o meno) di un essere supremo, sullo spazio e sui suoi eventuali limiti e, infine, sul libero arbitrio e sulle scelte determinate invece dai confini della realtà.