Salta al contenuto principale

La carica di Balaklava

La carica di Balaklava

George Dillon è un ragazzo irlandese: un semplice contadino che deve fare i conti con le malattie delle patate. La sua vita è destinata però a prendere pieghe inattese e assai distanti dalla propria patria; è infatti il 1845 quando Dillon viene arrestato, giacché prende parte a una rivolta di protesta contro la Grande Carestia che affligge il suo paese. Si ritrova così rinchiuso nel tristemente noto carcere di Kilmainham, proprio a Dublino, e già teme di dover trascorrere lì buona parte del resto dei suoi giorni. Avviene allora però qualcosa di ancor più inatteso: potrà uscire di prigione se si arruolerà tra i cavalleggeri inglesi e partirà per la lontana guerra di Crimea. Quella che potrebbe sembrare una condanna definitiva rivela presto anche lati positivi: in quelle terre per lui remotissime incontra infatti Janet, la ragazza che ama. Lei è ora infermiera nell’ospedale militare e pertanto avranno modo di avvicinarsi per un po’. La sorte sta però preparando l’ennesimo tiro mancino a George. Essendo lui parte del 17° reggimento Lancieri, il 25 ottobre del 1854 dovrà prendere parte a uno degli eventi storici più gloriosi e al contempo più assurdi mai concepiti dalla mente dell’uomo. Per via di un errore, infatti, lui e i suoi commilitoni riceveranno l’ordine di attaccare le postazioni dell’artiglieria russa, un’azione che non sembra dare possibilità di scampo: sta per cominciare la terribile carica di Balaklava...

Daniele Cellamare è un grande esperto di storia militare, ed è stato anche docente presso la Sapienza di Roma e direttore dell’Istituto Studi Ricerche e Informazioni della Difesa. Tutta la sua passione e la sua profonda conoscenza degli argomenti bellici risaltano dunque pienamente nei suoi romanzi di genere storico, e anche stavolta vanno a costituire le fondamenta di un ottimo racconto; la trama riesce a conquistare perciò anche il lettore inesperto, proiettandolo in una situazione complessa, ma ben descritta sin nei minimi dettagli. Se un romanzo di genere storico deve fondarsi soprattutto sulle fonti e sugli eventi reali, questo in particolare riesce bene nei propri scopi, rinarrando la grande carica di Balaklava in modo accurato e piacevole. Dal punto di vista prettamente stilistico e narrativo, seppur consono al contesto, occorre invece rilevare a volte una costruzione delle frasi eccessivamente lunga, con subordinate e incisi che tendono a sommarsi l’uno dietro l’altro e che pertanto appesantiscono i periodi. Solo per quest’ultima ragione il testo, seppur soddisfacente sotto gli altri punti di vista, non può guadagnarsi il massimo dei voti.