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La carne

La carne

Nel mondo com’era quando aveva otto anni, i dolori del vecchio non sarebbero stati solo dolori. Ci sarebbero stati degli esami, una diagnosi, e probabilmente non sarebbe morto di vecchiaia ma di una malattia ben definita. Perché in quel mondo, quello di quando aveva otto anni, oltre al progresso tecnologico che permetteva l’uscita di nuovi modelli di televisori si cercavano le ragioni, le cause della realtà. Invece adesso a nessuno importa più niente del perché le cose stanno come stanno, a nessuno importa di capire perché settant'anni fa alcuni uomini si sono svegliati in una non-morte, con una calma ed educata fame di carne, qualsiasi carne. Verrebbe da chiamarli zombi, ma a nessuno importa veramente neanche di dargli un nome, perché tanto non danno fastidio. Se ne stanno tutto il giorno a fare la fila per un pezzo di carne: ne prendono uno, e poi tornano in fondo alla fila. Forse è per la mancanza di ragioni che spieghino il mondo come è ora, o perché spinto da un’analogia, che al vecchio viene in mente una storia: la storia di Tancredi, un medico del mondo com’era prima. I pazienti di Tancredi, in una qualche forma di sonnambulismo, scrivono dei biglietti pieni di proclami anarchici, parole e concetti che non hanno niente a che fare con la loro vita diurna. In breve l’epidemia si espande e Tancredi la trova persino in casa sua. I biglietti sono indizi sull’origine dell’epidemia? Da buon abitante del mondo come era prima, da buon eroe tragico, Tancredi non resiste alla tentazione fatale e nera di cercare un significato in quelle parole...

Non è facile stabilire cosa sia La carne di Cristò, pubblicato nel 2015 da Intermezzi Editore e riproposto nel 2020 da Neo. Edizioni. Si potrebbe partire da una serie di negazioni: c’è una pandemia, ma non è un libro sulla pandemia; ci sono gli zombi, ma non è un libro horror; ci sono dei simboli, ma non è un romanzo simbolista. Forse può aiutare l’adozione di un’ingenuità per arrivare a una teoria anche parzialmente utile a capire di cosa stiamo parlando: La carne è un romanzo sull’uomo. Infatti, a fare un elenco dei temi e delle citazioni inseriti nel romanzo - pandemia, zombi, capitalismo, pornografia, sosia, strani anelli, eroi, analogie, coscienza collettiva, nessuno (centomila?), infinito - si corre il rischio di far passare La carne per un autocentrato e irresponsabile esercizio letterario. Niente di più lontano dalla verità. Infatti, oltre a contribuire a creare un racconto che si costruisce pagina dopo pagina senza mai rallentare, è proprio la sovrabbondanza di immagini e tematiche che guida l’attenzione del lettore al centro perfetto del romanzo, dove si trova il narratore, il personaggio e, quindi, l’uomo. Cristò fa tutto questo senza concedere nulla all’oscurità o alla reticenza, con uno stile che punta alla semplicità, all’esattezza, anche se non si ha mai l’impressione che l’autore voglia risolvere i profondi interrogativi che originano da un racconto vivo e onesto come sanno esserlo solo le grandi storie.

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