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La cercatrice di corallo

La cercatrice di corallo

Sardegna, estate 1919. Dolores, sette figli maschi ed una sola bambina, ha perso suo marito Attilio e, con lui, qualsiasi certezza economica. Ora è davanti alla casa di Fortunato Derosas, cugino acquisito arricchitosi pescando coralli, chiamato così perché nato con la placenta. I Derosas sono l’ultima e unica possibilità per salvare i suoi figli dalla disperazione e dalla miseria. Ma le antiche rivalità, gli antichi rancori, tornano a galla mettendo a repentaglio il futuro dei bambini. Il diniego è netto e crudele. A Dolores non resta che andare via, umiliata e disperata. Voltate le spalle con la promessa di vendetta e ormai quasi in cima al sentiero, Achille, il secondogenito, è trattenuto dal richiamo di Regina, figlia illegittima di Fortunato, il nemico. Ma lo sguardo di Regina è limpido e la fame spinge Achille ad accettare il fagottino con pane e formaggio che la ragazzina gli porge. Insieme ad un rametto di corallo rosso che, assicura lei, gli avrebbe portato fortuna. E la fortuna, come annunciato, non tarda ad arrivare assumendo la forma del professor Puccioni e del signor Colasanti, interessati ai terreni (apparentemente) senza valore lasciati dal marito. A distanza di circa dieci anni i due ragazzi si ritrovano e, nonostante l’odio tra le due famiglie tenda a separarli, i due sono travolti dalla passione. Una passione che ha radici lontane, in quel primo sguardo carico di promesse…

A Dolores interessano solo denaro e rispetto, per sé e per i suoi figli. Dolores è ostinata e riuscirà a riscattarsi, a rinascere, come l’araba fenice, dalle sue ceneri. Anche la sua fame di vendetta sarà saziata. Appagata, però, a caro prezzo. Dolores è una donna forte e determinata come le altre eroine dei romanzi di Vanessa Roggeri: donne capaci di cambiare il proprio destino, con coraggio e determinazione. Il destino sembra, appunto, guidare le altalenanti vicende familiari che si sviluppano come una saga lasciando sullo sfondo la Storia che, nel primo dopoguerra, infiammava il “continente”. Le storie di corallari e raccoglitori di guano si intrecciano con le tradizioni, le leggende e i paesaggi di una terra brulla e misteriosa come la Sardegna. Terra, protagonista indiscussa del romanzo, molto amata dall’autrice che sulla grande isola ci è nata e cresciuta e della quale riesce a rappresentare, con tratti decisi ed intensi, il profondo attaccamento. La cercatrice di corallo, con uno stile narrativo secco ma elegante, con una prosa ricercata e matura, ricorda i racconti di Verga, le atmosfere di Grazia Deledda. La storia d’amore dei novelli Romeo e Giulietta, osteggiati dalle famiglie di appartenenza, raccontata con forza e passione, è l’elemento evergreen che coinvolge il lettore costringendolo ad una lettura tutta d’un fiato.