Salta al contenuto principale

La cipolla

La cipolla

Una giovane coppia, forse in fuga da un evento tragico, scende dal treno e trova rifugio nell’appartamento di uno dei tanti condomini di una grande città: un luogo straniero ma che allo stesso tempo i due sanno di aver già visitato e vissuto in precedenza, come se il treno che li ha condotti fino a lì avesse percorso un cerchio riportandoli al punto di partenza e, nel viaggio, li avesse trasformati. Dentro il piccolo appartamento i due giovani amanti vivono un continuo rapporto fisico, simile a un ripetuto assedio a un fortino che non si riesce a espugnare. L’uomo pare ossessionato da una ricerca che ha come territorio il corpo della giovane donna. Il suo bisogno di conquistarla e possederla cresce in maniera esponenziale, valica il territorio della camera, si sposta in ogni angolo dell’appartamento che si intuisce aver subito modifiche architettoniche per poter ospitare più appartamenti. Sopra al letto, ci sono ancora le piastrelle di quella che doveva essere una vecchia cucina poi smantellata. Una di esse porta il disegno di una cipolla alla quale l’uomo appoggia l’orecchio per ascoltare le voci di un’altra coppia che vive nell’appartamento adiacente. Frammenti di frasi, poche parole rubate alla parete e che l’uomo origlia con avidità e alle quali risponde con il suono del proprio corpo che si unisce a quello della giovane ragazza. La sua è una ricerca spasmodica di qualche cosa di sconosciuto e che va oltre il piacere fisico. Una specie di battaglia contro nessuno e contro tutti e che ha come bandiera una cipolla. L’ortaggio poggiato sul tavolo della cucina inizia già a germogliare, si sfalda, si apre mostrando i strati interni, si lascia divorare per poi essere lui stesso nutrimento per una prossima vita...

Antonio Moresco scrive questo romanzo breve all’inizio degli anni Ottanta, dopo aver completato la stesura un altro testo, Romanzo di fuga, che non lo aveva soddisfatto, lasciandolo deluso. Due anni di scrittura che lo avevano poi lasciato sotto a un cumulo di macerie. La cipolla è il romanzo dello sblocco. Moresco stesso lo definisce un romanzo tellurico, i movimenti dei due corpi che si accoppiano sono le scosse di assestamento di un terremoto che non cessa di far sentire la propria voce. L’uomo e la donna sono due placche tettoniche che si scontrano e che cercano un equilibrio nell’instabilità di una città e nei volti dei suoi abitanti che conoscono ma non riconoscono. Un romanzo che il saggista Carlo Madrignani all’uscita definì come l’unico romanzo sessuale del Novecento. Non erotico ma sessuale, poiché all’incontro tra i due corpi è affidato il compito di raccontare, aggiungere tasselli, dipanare, e che narra i momenti immediatamente successivi a una apocalisse personale. I due protagonisti sono i sopravvissuti a qualche cosa che non vediamo, che non conosciamo ma di cui udiamo ancora il rombo lontano. Novelli Adamo e Eva, vivono nel loro piccolo e decadente Eden. Fuori, il mondo evolve senza che loro ne possano godere. L’ascensore che si sta costruendo e che indica un’elevazione verso l’alto, la cipolla in frigorifero che sta germogliando, sono gli indizi che qualche cosa deve succedere. Moresco riversa in questo breve romanzo tutta la sua frustrazione, ne fa campo di battaglia dove combatte e, alla fine vince la propria guerra. Pubblicato per la prima volta nel 1995, ora rinasce nuovamente ad opera della SEM, a dimostrazione che una guerra non si smette mai di combattere e, si spera, anche di vincere.