Salta al contenuto principale

La condanna dei viventi

La condanna dei viventi

Provincia di Grosseto, dalle parti di Sorano. Un bambino di dieci anni circa corre nudo lungo il margine della strada regionale 74, meglio conosciuta come la Maremmana. Sembra un animale in fuga nella notte. All’uomo che lo scorge a bordo della sua Toyota Highlander la scena ricorda la celebre fotografia di Kim, la bambina vietnamita che corre disperata mentre il napalm le brucia la schiena. Accosta e lo segue dietro al tornante che ha appena superato, pregando che nel frattempo nessuna macchina sopraggiunga. Il bambino corre terrorizzato ma l’uomo riesce a raggiungerlo e a bloccarlo per il braccio. Il ragazzino riesce solo a mordergli la mano, prima di svenire dopo avere urlato frasi sconnesse. Si scoprirà poi che si chiama Fosco e dirà di essere stato rapito ma che è riuscito a fuggire. Nessuno però è disposto a credergli dato che è già scappato da casa altre due volte in precedenza. Quando però da Volterra scompare un altro bambino in seguito all’omicidio del padre, la faccenda si complica. Andrea è infatti identico a Fosco e si ipotizza quindi la stessa mano dietro i due crimini. Viene chiamata a investigare la più giovane commissaria del Servizio Centrale Operativo, Valentina Medici...

Marco De Franchi ha un passato da Commissario Capo di Polizia: ha lavorato presso lo SCO, il Servizio Centrale Operativo, ovvero l’ufficio investigativo italiano che più si avvicina al celebre FBI statunitense. Il sogno di diventare uno scrittore però non lo ha mai abbandonato fin da bambino e questo suo La condanna dei viventi è la prova lampante che non bisognerebbe mai smettere di sognare nella vita, specialmente se i risultati sono questi. Il romanzo è uno dei thriller più avvincenti e credibili degli ultimi anni, sicuramente nel panorama italiano, e dal respiro realmente internazionale. Il romanzo certamente svetta sugli altri per la descrizione precisa e rigorosa delle dinamiche interne alla polizia, grazie al prezioso lavoro sul campo dell’autore. I rapporti tra gli investigatori Medici e Costa con il loro burbero collega Angelo Zucca o con il loro capo Falcone sono estremamente realistici così come il senso di angoscia e di suspense che è palpabile in tutte le pagine. Nulla è stereotipato e, nonostante le atmosfere da serie di successo come Criminal Minds, la narrazione non cade mai in scene prevedibili o già viste. I colpi di scena sono tantissimi e i capitoli brevi suscitano nel lettore un senso di curiosità continua. Speriamo sia il primo di una lunga serie.