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La cosa nera

La cosa nera

Una bambina sta camminando per vie famigliari, probabilmente di ritorno da scuola, ma per la prima volta vede apparire davanti ai suoi occhi qualcosa di diverso. Una cosa nera, un essere con gli occhi grandi che la fissa e di rimando viene fissato. Lo vede su un muretto, seduto alla fermata di un bus, in mezzo ad alcuni bonsai di un vivaio. Si avvicina per guardarlo meglio e così facendo dà l’opportunità allo strano essere di invitarla a seguirlo. Con garbo lui le mostra prima il suo rigoglioso giardino, poi la sua casa, offrendole un tè caldo che i due sorseggiano in silenzio. Accade poi che la cosa nera si alza, apre un armadio e invita la bambina ad entrarci insieme. In quel buio, un lucernaio viene aperto sopra le loro teste, mostrando un mondo immaginario e fiabesco, immerso nella notte. Il gioco ha inizio…

La cosa nera è la storia di un’insolita amicizia tra una bambina e un essere oscuro, muto ed invisibile a tutti tranne che a lei. Una narrazione a cavallo tra il mondo onirico e quello reale, dai tratti essenziali ma bellissimi, contornato da una storia minima che accompagna le immagini graficamente incorniciate in modo pulito ed elegante. Quello che vediamo è ciò che vive la protagonista; l’apparizione della piccola cosa nera è una figura sospesa fra quotidiano e straordinario, fantasia e realtà. Essa appare solo a lei, che, poco alla volta, passa dalla diffidenza alla fiducia, il resto del mondo non può né vederla né toccarla: si tratta infatti di un riconoscimento reciproco grazie al quale la storia ha inizio. Una storia che racconta la capacità di vedere le cose oltre la banalità ed arrivare così alla loro essenza più profonda. La bambina ne è incuriosita, non sorpresa anzi, per certi versi, attratta. La cosa nera fa parte, infatti, di una dimensione dello stato infantile che ogni bambino a modo suo sperimenta: un bizzarro essere sconosciuto, un compagno segreto di giochi, un amico immaginario. A un certo punto vediamo la cosa nera seduta fra bonsai secolari e, proprio in quel momento, si percepisce l’appartenenza della creatura ad una sfera surreale abitata da miti antichi e misteriosi. Dopo il cortese invito ad entrare nel proprio mondo, da parte dell’essere dai grandi occhi a gatto, tutto diventerà gioco e scoperta. Per quanto strano possa sembrare ad un adulto, per il bambino, il fantastico, fa parte della normalità, senza timori né indugi. La parola d’ordine è abbandono. Ma cos’ è la cosa nera? il buio dell’anima? La tristezza? La paura? Il nostro lato oscuro? L’immaginazione? Quello che non vogliamo affrontare? A questo punto ogni lettore può dare la risposta che ritiene più giusta trattandosi di una visione totalmente personale e considerato che l’autrice, con questo libro, sembra volerci invitare a guardare nel nostro profondo per poi uscirne migliori e più consapevoli. La cosa nera, scritto e illustrato dalla giapponese Kiyo Tanaka, ha vinto la selezione al NAMI Concours (Corea del sud) e numerosi altri premi in patria.