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La culla vuota

La culla vuota

Katie DeMaio è una giovane avvocatessa ventottenne, sostituto procuratore della contea di Valley, vedova del famoso giudice John DeMaio, stroncato da un tumore polmonare all’età di quarant’anni. Una sera d’inverno, tornando a casa dal lavoro in auto, Katie finisce fuori strada ed è costretta a trascorrere una notte in ospedale, luogo di cui ha il terrore fin da bambina. Durante la notte, il rumore provocato dalle tapparelle che sbattono sul vetro a causa del vento gelido e la finestra che lascia entrare qualche spiffero svegliano Katie di soprassalto. Corre alla finestra per cercare di chiudere bene tutto e tornare a dormire al più presto, così finalmente potrà uscire la mattina dopo. Arrivata al davanzale, guarda il parcheggio sottostante e con grande stupore, tanto da domandarsi se non sia un incubo, vede un uomo che carica nel baule della sua auto quella che inizialmente sembra un’ingombrante coperta bianca, da cui però sbuca presto un volto esanime. Rientrata al lavoro il giorno successivo, Katie si trova a dover analizzare il caso di un apparente suicidio, nel quale molti indizi conducono allo stesso ospedale in cui era ricoverata la notte precedente, al laboratorio di ricerca Progetto Maternità Westlake, e in particolare al dottor Highley, ginecologo, e al dottor Fukhito, psicologo, anche se risulta complicato capire come...

Riedizione di un giallo pubblicato per la prima volta nel 1980, La culla vuota è un thriller avvincente e ricco di suspense, scorrevole e ben scritto. I personaggi non sono stereotipati, viene raccontata la storia dei protagonisti e spesso si approfondiscono le emozioni e le sensazioni. Tutta la storia verte su due temi principali. Da una parte il dualismo e la contrapposizione tra la vita e la morte. Katie DeMaio è una giovanissima vedova, il cui marito, un famoso e potente giudice, è morto per un cancro ai polmoni non molto tempo dopo il matrimonio. Sebbene fosse una figura molto importante a livello professionale, il vuoto che ha lasciato è analizzato solamente dal punto di vista personale e privato del sostituto procuratore, per la quale, oltre al dolore della perdita del marito, si aggiunge il fatto di non essere riuscita ad avere un figlio da lui. Katie è anche paziente del dottor Highley, un ginecologo impegnato nella ricerca, che è ritenuto da moltissime coppie il medico ideale a cui rivolgersi, in quanto ha alle spalle molti successi di concepimento in donne che, a detta di altri medici, non sarebbero mai riuscite a procreare. Allo stesso tempo però vengono taciuti tanti aspetti negativi, gravidanze mai portate a termine e grossi rischi per le madri che hanno desiderato così tanto un figlio da essere in pericolo di vita in gravidanza. Il secondo tema che emerge è l’etica legata alla ricerca, fino a che punto è moralmente accettabile condurre esperimenti scientifici, qual è il limite tra progredire e cercare in tutti i modi di scontrarsi con certi processi naturali presenti nell’umanità da millenni. Il dottor Highley conduce ricerche segrete che documenta minuziosamente perché è convinto che, una volta portati alla luce i successi, non solo la comunità medica ma anche l’intera società, accetteranno la scoperta e il processo che ha portato al risultato. Pertanto, il fine giustifica sempre i mezzi? Oppure l’etica ha ancora valore?