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La danza del ciliegio

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George Denison Morgan, nipote del magnate della finanza J.P. Morgan, decide di partire per il Giappone dopo l’ennesima delusione amorosa e dopo aver rotto in modo burrascoso il suo fidanzamento. Decide quindi di raggiungere l’amico Sam a Kyoto, il quale si trova lì per affari. Poco dopo il suo arrivo in terra nipponica, Sam porta George a teatro, dove Oyuki, una delle geishe più richieste e rinomate in città, si esibisce nella danza del ciliegio, ammaliando tutti gli spettatori grazie alle movenze dei grandi ventagli con cui danza, accompagnata dalla dolce musica di Hana, la sua sorellina acquisita, apprendista geisha. George ne è immediatamente affascinato e in quell’esatto momento decide che deve per forza conoscerla, anche se ciò è contrario a tutte le norme di comportamento della società giapponese, che vede la geisha come una danzatrice, una creatura elegante e raffinata, una compagnia a cui intrattenersi senza realmente conoscerla. Tuttavia, ciò non ferma George, che si presenta a lei al termine della performance teatrale. In quello sguardo, entrambi si perdono, nasce un legame tacito e profondo; da quel momento George capisce di essersi innamorato veramente, e lotterà per averla…

Nel romanzo La danza del ciliegio, l’autrice Veronica Variati racconta la storia d’amore all’inizio del Novecento tra un importante americano e una geisha giapponese, partendo da personaggi realmente esistiti e di cui esistono testimonianze scritte ufficiali, interpretando la vicenda reale attraverso la sua immaginazione e creando il contorno e la poesia oltre i fatti storici. I rimandi al periodo storico sono diversi e molto efficaci, contestualizzano perfettamente i personaggi e le loro vicende. Tuttavia, la parte preponderante, che non solo caratterizza l’intero romanzo, ma che influenza le storie dei personaggi stessi sono le convenzioni, gli usi, le tradizioni e i costumi diametralmente opposti delle due culture. Da una parte troviamo infatti un Giappone ancora prettamente rurale, con case basse di legno senza acqua corrente, dove ci si lava ancora con una tinozza, una cultura percepita come molto chiusa e restia, rispettosa di antiche tradizioni, pudica e timida. Dall’altra parte gli USA in pieno sviluppo urbanistico e finanziario, una nazione più chiassosa, aperta ed estroversa, che punta allo sviluppo economico, dove si sono distinti personaggi, e famiglie intere, per meriti politici, economici e azionistici. Ma un punto in comune si può trovare, anzi due: come si appare di fronte alla società e come si sia impotenti davanti all’amore, che permette di superare confini personali e culturali. Questo si capisce dai piccoli gesti: da come ci si siede a tavola, dal modo in cui si mangia una bistecca a come ci si saluta. Tutto il romanzo evidenzia quanto, per amore, si sia disposti a immergersi nel mondo dell’altro.