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La dissoluzione della democrazia – Scritti 2007-2022

La dissoluzione della democrazia – Scritti 2007-2022

Il libro raccoglie i saggi scritti da Bertinotti sulla rivista bimestrale “Alternative per il socialismo” tra il 2007 e il 2022. Il primo argomento in discussione è l’Europa e la sinistra: l’autore osserva che in Europa c’è un vuoto politico che ha conseguenze negative su ogni questione all’ordine del giorno. Questo vuoto è generale e riguarda anche la sinistra, contribuendo a dilatare la crisi della democrazia. Ne è un esempio, tra gli altri, la sconfitta dei partiti di sinistra nelle elezioni politiche italiane del 2008, sostiene Bertinotti nel capitolo successivo, aggiungendo che indagare le ragioni della sconfitta medesima sarà un compito arduo, impegnativo, difficile ma necessario. Il terzo capitolo indaga le connessioni tra questione democratica e questione sociale, sempre meno percepibili nella società italiana, fin dagli anni Ottanta. La scomparsa di quella sinistra che era capace di interpretare “lo sviluppo della democrazia rappresentativa in funzione della sua capacità di accogliere le domande di giustizia e libertà” ha determinato il prevalere del decisionismo dell’esecutivo a scapito delle Camere nonché quello della decretazione a scapito della legislazione, afferma qui Bertinotti. Nei due capitoli seguenti si esamina come l’incertezza di ogni prospettiva, economica, civile, sociale, ambientale, abbia generato un nuovo tipo di conflittualità, diverso da quello che caratterizzava i primi decenni del dopoguerra. Nascono dunque movimenti e rivolte nei diversi Paesi, ma slegati tra loro e mossi da eventi occasionali. Segue un saggio sulla “democrazia sospesa”, in riferimento alla nascita del governo Monti nel novembre 2011. Successivamente l’autore tratta del possibile “futuro per il sindacato”, di quella sorta di “schizofrenia”" che si manifesta nella fuga dalla politica di parti crescenti dei cittadini, della poltica al tempo del Covid, della necessità di “ricostruire l’opposizione, la classe e la sinistra”...

Fausto Bertinotti è stato sindacalista e politico di rilievo dal secondo Novecento fino al primo decennio del Duemila. Segretario del partito della Rifondazione Comunista, deputato ed europarlamentare, è stato Presidente della Camera tra il 2006 e il 2008. Sempre per Castelvecchi ha pubblicato nel 2015 Colpita al cuore. Perché l’Italia non è una Repubblica fondata sul lavoro, volume in cui indagava i mutamenti sopravvenuti nell’economia e nel mercato, a scapito di quanto è affermato nell’Art. 1 della Costituzione. In questo libro, curato e introdotto da Alfonso Gianni e con la postfazione di Giso Amendola, gli editoriali scelti e messi a disposizione dei lettori seguono un filo conduttore che permette di evidenziare “l’involuzione dei processi intervenuti in questi ultimi quindici anni nei quali alcuni hanno visto una vera e propria grande regressione” nel segno della dissoluzione della democrazia, se e quando questa non è stata saldamente connessa alla dimensione sociale, quella che Norberto Bobbio definiva “democrazia economica”. Nella postfazione Gino Amendola precisa con efficace sintesi che “la democrazia di cui parliamo è in prima battuta quella italiana, quella definita dalla Costituzione e dal progetto di Stato sociale che la Costituzione conteneva. In senso più allargato [...] per democrazia qui si intende la mediazione politica complessiva che si realizza in Occidente negli anni del dopoguerra”. La lettura di questo libro, di ben 346 pagine e corredato da un indice dei nomi e dal repertorio delle fonti, risulterà certamente utile a chi voglia affrontare l’analisi delle tappe e dei momenti critici che hanno determinato “l’erosione della democrazia”, senza per questo rinunciare a coltivare l’attesa di soluzioni e cambiamenti positivi per il futuro.