Salta al contenuto principale

La Divina Commedia

ladivinacommediastilton

È la sera del 25 marzo dell’anno 1300. Il poeta Dante Alighieri ha trentacinque anni e “per ragioni misteriose” si sente “perduto”. Eppure ha molti amici e una famiglia che ama; si sente profondamente turbato ma non riesce a capirne il motivo. Tuttavia ha una certezza, ha smarrito la retta via che conduce al bene. Ad un tratto si trova a vivere quello che può sembrare un sogno ma che invece è destinato a lasciargli un segno profondo. Si ritrova in un bosco, in mezzo ad alti alberi tenebrosi che incombono mentre, nell’oscurità, il vento ne scuote le fronde. Il poeta trema per la paura, la confusione e il freddo ma avanza nella foresta intricata avvolta dal silenzio, fino a che scorge un colle con la cima illuminata. Quella luce, anche se lontana, gli sembra un segno di speranza e si decide a raggiungere il colle, raccogliendo tutto il coraggio possibile. Cominciata la salita, dopo pochi passi, avverte un odore pungente come di animale selvatico; all’improvviso tre ombre nere gli balzano davanti. L’alba rischiara il cielo, giusto per mostrare a Dante tre belve feroci che gli impediscono di passare. La prima bestia è una lonza dalla pelliccia maculata e gli occhi lucenti, la seconda un leone possente e la terza una lupa magrissima dal muso aguzzo e lo sguardo famelico. Quest’ultima fa davvero paura al poeta, nonostante sia più piccola ed esile delle altre due, ma lui, certo di dover salire su quel colle per ritrovare la pace, si fa forza e azzarda un passo in avanti. Ed ecco che avverte il fiato caldo della lupa sul viso e la sua coda che sfiora veste! Non c’è speranza di andare avanti e il poeta si arrende a tornare indietro nella selva, suo malgrado. Ad un certo punto si accorge di essere seguito. Dante vede una sagoma che piano piano assume sembianze umane e sembra indossare una tunica bianca e una corona di alloro. Un fantasma! Spaventato, il poeta implora pietà ma lo sconosciuto gli rivela di essere il poeta Virgilio, vissuto a Roma durante il regno di Augusto. Dante è colto da grande emozione, si trova al cospetto di colui che considera il più grande poeta latino; ma cosa ci fa lì? Virgilio gli svela di essere arrivato per fargli da guida e per aiutarlo a salire sul colle. L’altro gli racconta delle tre fiere e di come impediscano il passaggio, è impossibile salire lassù. Allora Virgilio gli dice che non deve avere fretta e non deve essere superbo come chi crede di potersi salvare senza l’aiuto di nessuno. Lui è stato mandato da una signora bellissima e piena di luce con due occhi brillanti più delle stelle per guidarlo oltre la selva oscura a visitare i luoghi popolati dagli spiriti. Dopo questo lungo viaggio attraverso i tre regni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, Dante, tornato a casa, dovrà raccontare ai vivi tutto quello che avrà visto, “perché possa essere di insegnamento per tutti coloro che si sentono perduti nell’oscurità”. Dante è molto spaventato e l’idea di andare tra le anime dei trapassati lo terrorizza. Tuttavia capisce che la donna misteriosa che ha mandato Virgilio da lui è Beatrice, la fanciulla di cui si era innamorato quando aveva nove anni e che ha continuato ad amare anche quando è morta prematuramente. Ora ne è certo, con l’aiuto del Sommo Poeta e l’amore di Beatrice, riuscirà a compiere questo viaggio e alla fine rivederla finalmente. Ma non immagina certo che cosa lo aspetta…

Difficile che ci sia qualcuno che non conosce i libri del topo più amato dai bambini, Geronimo Stilton, giornalista dell’”Eco del Roditore”, nato a Topazia, autore da 175milioni di copie vendute nel mondo e tradotto in 51 lingue. Soltanto in Italia Stilton, che prende il nome dal suo formaggio inglese preferito, ha venduto 37milioni di copie e il suo successo tra i più giovani non accenna a diminuire, nonostante il primo libro in cui compare risalga al lontano 1997. Protagonista e autore dei suoi libri, che hanno dato avvio anche ad un fortunatissimo merchandising, il topo antropomorfo è stato creato da Elisabetta Dami, scrittrice milanese, figlia dell’editore Piero Dami, che racconta di aver avuto l’idea di scrivere racconti d’avventura con protagonista un topo dopo una esperienza di volontariato in un ospedale pediatrico. In una vecchia intervista ha detto di aver scelto un topo come protagonista delle sue storie, che parlano sempre di amicizia, solidarietà e altri valori positivi, perché è un animale intelligente, simile all’uomo perché impara dalle proprie esperienza e di aver scelto il formaggio stilton per dargli il nome, perché è prodotto ancora oggi con le tecniche del ‘700. Nella collana Grandi Classici non poteva mancare un volume dedicato a Dante Alighieri. Geronimo Stilton, in realtà, ha già intervistato il Sommo Poeta e lo ha raccontato in altri suoi libri, ma La Divina Commedia è un bellissimo cartonato con sovracopertina in cui il poema viene liberamente adattato e raccontato. Naturalmente, a cominciare dal protagonista Dante, che narra in prima persona il suo viaggio, molti personaggi sono topi, Virgilio le anime dannate Beatrice Portinari, mentre i diavoli Minosse le Fiere il Minotauro Chirone le Arpie divengono anche loro fumetti ma mantengono le fattezze classiche più o meno solenni e spaventose, pur acquistando spesso espressioni simpatiche, così da non spaventare i piccoli lettori. Tra bolge infernali e cieli paradisiaci, con un racconto chiaro e un linguaggio semplice ma evocativo, il viaggio tra i tre regni diventa una “avventura stratopica” divertente e affascinante, un viaggio entusiasmante tra personaggi incredibili. Il (topo) Virgilio – poeta latino che nell’Eneide aveva raccontato il viaggio di Enea nell’oltretomba e anche per questo scelto da Dante per accompagnarlo nel suo percorso – guida il (topo) Dante attraverso piogge di fiamme, laghi di melma, boschi parlanti e terribili terremoti, per incontrare mostri mostruosi, paurosi capi di diavoli come Malacoda, anime di personaggi storici o mitologici come Ulisse, curioso e coraggioso ma punito nell’ottava bolgia perché ha usato la sua astuzia per ingannare gli altri. Episodi e protagonisti destinati certamente ad affascinare i giovani lettori che si incanteranno a guardare le tavole colorate e accattivanti che accompagnano la narrazione, alcune a tutta pagina, anche doppia, altre a corredo delle parole che, in perfetto stile Stilton, spesso sono colorate e utilizzano font variegati. Consigliato dai sei anni, può essere un’ottima introduzione alla Commedia dantesca anche per ragazzi con qualche anno in più, non si annoieranno e, anzi, anche gli adulti la troveranno una lettura divertente. Qualche pagina finale fornisce semplici informazioni letterarie, quanto basta a spiegare l’essenziale ad un bambino.