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La donna alla finestra

La donna alla finestra

Suo marito sta rientrando a casa. È inevitabile, questa volta la coglierà sul fatto. Nessuna tenda, nessuna veneziana alle finestre. La casa color rosso ruggine, al numero 212, si trova affacciata sulla strada. Al lato opposto, l’occhio vigile di Anna Fox osserva l’ignara signora accompagnare l’impresario edile in camera da letto. La donna è molto attraente, con una chioma rossa naturale e brillanti occhi verdi. Anna non conosce il suo nome, la chiama Rita poiché assomiglia tanto alla Hayworth di Gilda. I coniugi Miller si sono trasferiti da poco nella nuova casa, da circa otto settimane. Lui, John Miller, è uno psicoterapeuta. Lei, soprannominata Rita, non è certamente una brava casalinga, pratica yoga tre volte a settimana, le piace farsi un drink nel pomeriggio ed è probabilmente impegnata nel volontariato. Sono passate le 12.00, suo marito ha svoltato inaspettatamente l’angolo della strada. Un evento imprevisto, l’uomo infatti non rientra mai a quell’ora. Rita ha appena chiuso la porta, l’impresario la segue in camera. Mentre i due amanti si spogliano, il dott. Miller sale i gradini di casa. John gira la chiave nella serratura, la valigetta ventiquattrore si apre e i fogli volano ovunque. Sua moglie, percepito l’imminente pericolo, si riveste frettolosamente ed esce dalla stanza. Raggiunto il marito, lo aiuta a raccogliere alcune carte dal marciapiede. Anche l’impresario raggiunge la soglia e saluta l’uomo. Salvi per un soffio. Anna Fox conosce poco la coppia ma nulla sfugge alla sua Nikon D5500 con lente Opteka. La residenza Miller è una delle cinque case a schiera che può osservare indisturbata dalle finestre meridionali di casa sua. Dall’altra parte del parco, al numero 207, sono arrivati dei nuovi vicini: Alistair, Jane e il loro figlio adolescente Ethan Russell...

Romanzo d’esordio di A. J. Finn, pseudonimo di Daniel Mallory, controverso editore e scrittore statunitense che nel 2018, con La donna alla finestra, si è conquistato il primo posto nella lista dei best seller del “New York Times”. Un thriller psicologico di grande successo, tradotto in 43 paesi, da cui è stato tratto, nel 2021, l’omonimo film diretto da Joe Wright e distribuito da Netflix. Tra gli attori: Amy Adams, nei panni della protagonista, Gary Oldman, Anthony Mackie, Jennifer Jason Leigh e Julianne Moore. Negli ultimi anni sono diverse le polemiche sollevate circa la veridicità di alcuni aspetti relativi alla vita privata dell’autore e anche l’originalità del romanzo è stata messa in discussione. Anna Fox è un personaggio ben caratterizzato, la sua complessa costruzione è senza dubbio la principale attrattiva di questo thriller ricco di dettagli. Una psicologa infantile, depressa ed agorafobica, da mesi è reclusa in casa poiché, a seguito di un drammatico incidente, è paralizzata da forti crisi d’ansia ed ingestibili attacchi di panico. “Morta ma non sepolta”, come il fantasma di se stessa osserva procedere la vita intorno senza riuscire ad intervenire. Trascorre il suo interminabile tempo libero in rete, giocando a scacchi, chattando su Agora ˗ una piattaforma digitale popolata da utenti che, come lei, soffrono di disturbi ansiosi ˗ ma soprattutto osservando quasi ossessivamente i suoi vicini di casa. Pochissime le persone “reali” con cui interagisce quotidianamente. Il dott. Fielding il suo psichiatra, Bina la fisioterapista e David, l’inquilino che vive nel seminterrato. La figlia Olivia e suo marito Ed sono gli affetti lontani che più le mancano. La vita della protagonista scorre claustrofobica, ovattata ed annebbiata dall’abuso di psicofarmaci e troppi bicchieri di vino. Una perdita di lucidità progressiva che la porta a dubitare dei suoi stessi occhi, delle sue intuizioni e dei suoi ricordi. Una notte, alla finestra dei Russell, Anna è testimone di una brutale aggressione. Un evento improvviso la scuote dal torpore e sconvolge il microcosmo in cui è costretta a vivere. Ora è lei la protagonista di uno dei tanti film noir in bianco e nero che ama guardare la sera. Moltissime le citazioni inserite nel testo, forse troppe, con descrizioni accurate e minuziose che talvolta appaiono ridondanti. La scrittura rende ottimamente l’ansia soffocante e la monotona quotidianità di Anna. “La finestra sul cortile del XXI secolo”, così l’autore, dai chiari riferimenti hitchcockiani, descrive il suo romanzo raccontandosi in un’intervista per “il Giornale”. La trama è buona, la narrazione scorre invece molto lenta, soprattutto nella prima parte di testo. La tensione accompagna il colpo di scena finale, carico di azione e suspense nelle ultime settanta pagine.