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La donna dalle cinque vite

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Nel mese di dicembre 1892 Margaret Wilson, giovane e squattrinata donna irlandese, parte per l’Ucraina. È stata appena assunta come nanny per i figli del senatore Zakrevskij, giurista alla corte dello zar. L’impegno, che la terrà lontana dai suoi bambini per un anno, le frutterà uno stipendio utile per farli studiare. La previsione di Margaret, però, si rivela approssimata per difetto: resterà infatti all’estero per quasi cinquant’anni, che la legheranno in modo indissolubile alla bimba nata appena due mesi dopo la sua assunzione: Marija Ignat’evna Zakrevskaja, Baby Dear per la governante, Mura per il padre e gli altri familiari. Mura, ultima nata dopo Bobik, Alla e Anna, è la più graziosa e sbarazzina, sorridente e solare della famiglia e attira su di sé l’universale benevolenza. A soli quattro anni è in grado di ripetere a memoria i versi che il grande Taras Hryhorovyč Ševčenko, fondamentale protagonista della letteratura e della lingua ucraina, aveva composto per la sua nonna paterna. Con la sua dizione perfetta e grazie alla prodigiosa memoria, Mura è capace di affascinare tutti coloro che l’ascoltano. Come suo fratello e le sue sorelle, la bambina riceve un’educazione brillante e sa trarne profitto: a sei anni parla il russo, il francese e l’inglese. Successivamente studierà il tedesco e il latino, interessandosi anche alla lettura dei libri della biblioteca paterna, concessione eccezionale, solo per lei, da parte del genitore. Lezioni di mazurka, polacca, valzer e quadriglia, lezioni di piano, lezioni di canto, lezioni di buone maniere completano l’educazione di Mura, in un ambiente agiato e sereno. Almeno fino al momento in cui la collera imperiale si abbatte sul senatore Zakrevskij, a causa di un articolo da lui pubblicato sul Times, articolo nel quale si critica la Francia, alleata della Russia, in particolare in relazione al caso Dreyfus…

La donna dalle cinque vite è un coinvolgente volume di oltre settecento pagine che unisce in sé le caratteristiche del romanzo, quelle della biografia e quelle della ricerca storica. Mura, la protagonista, narrata qui con ampiezza di dettagli, si rivela, pagina, dopo pagina, la donna eccezionale che fu, al limite dell’incredibile e del leggendario. Visse, nel corso dei suoi lunghi anni, in Russia e Germania, in Estonia e in Italia, in Inghilterra e in Francia, con libertà, intelligenza e coraggio. Fu a contatto con eminenti personalità del suo tempo e di lei si innamorarono Herbert George Wells e Maksim Gor’kij per il quale la sua collaborazione e la sua presenza fu indispensabile durante lunghi anni, anche sul piano professionale. Mura, Marija Zakrevskaja, divenuta negli anni e per matrimonio signora Benckendorff prima e baronessa Budberg poi, conobbe tanti tra i personaggi più illustri dell’Europa del suo tempo, dallo Zar a Stalin, da Churchill a De Gaulle. Passò attraverso due guerre mondiali, patì per la sorte delle sorelle e per la lontananza dei figli, fortunatamente affidati all’onnipresente nanny. Fu sospettata di spionaggio e rinchiusa in carcere, ma lasciò, in tutti coloro che la conobbero, un ricordo indelebile e sinceri sentimenti di ammirazione. Lo attestano numerose testimonianze, presenti nel volume, tra le quali spicca quella di Robert Hamilton Bruce Lockhart, diplomatico e scrittore britannico, uno dei più duraturi e sfortunati amori di Mura: “Il suo universo era là dove lei amava [...] Era un’aristocratica. Avrebbe potuto essere una comunista. Non avrebbe mai potuto essere una borghese”.