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La fabbrica dei corpi

La fabbrica dei corpi

Quantico, Virginia, Accademia dell’FBI. È qui che sua nipote Lucy sta completando il suo addestramento, in un ambiente misogino e militaresco che non le piace per nulla. La dottoressa Kay Scarpetta – capo medico legale della Virginia, nonché consulente di patologia forense dell’unità di supporto investigativo del Bureau – è arrivata la sera precedente, deve partecipare a una riunione urgente. A Black Mountain, una cittadina di sole settemila anime del North Carolina, è stato trovato il cadavere di una bambina di undici anni, Emily Steiner, torturato e abusato da qualcuno che sembra proprio essere Temple Brooks Gault, il serial killer a cui Kay dà la caccia da tempo, uno dei dieci maggiori ricercati degli Stati Uniti. Alla riunione partecipano nove investigatori della polizia, alcuni esperti di profili psicologici dell’FBI e un analista del VICAP, il Programma Verifiche Incrociate Crimini Violenti federale. La madre della bambina uccisa ha raccontato di essere stata svegliata intorno alle due di notte da un uomo armato di pistola, che l’ha legata e imbavagliata con uno strano nastro adesivo arancione, l’ha rinchiusa in un ripostiglio, è andato nella camera di Emily, l’ha strappata dal suo letto e l’ha rapita. Sei giorni dopo un pescatore ha trovato il suo corpicino nudo e violato, con un foro alla testa per un colpo di pistola di piccolo calibro e diverse aree di carne asportate di netto con un’arma da taglio. Emily è stata assassinata poco dopo il rapimento o dopo giorni di prigionia e torture? Dove è stata uccisa? È morta davvero per il colpo di pistola alla testa, che pare invece una ferita non letale? L’asportazione della carne è un metodo per eliminare i segni dei morsi, il consueto modus operandi di Gault? Cosa possono significare gli strani valori riscontrati nel sangue della povera bambina? E se è stato davvero lui, perché Gault ha deciso di colpire in una cittadina così remota?

Quinto romanzo della serie di Kay Scarpetta, originariamente pubblicato nel 1994, La fabbrica dei corpi è importante nella continuity della serie per la notevolissima serie di accidenti che l’autrice fa cadere sul team dei “buoni”: la nipote Lucy accusata di aver violato la segretezza del programma CAIN dell’FBI, un investigatore trovato morto a quanto pare per asfissia durante l’autoerotismo, un altro che ha un infarto gravissimo sulla scena del crimine, il capitano Pete Marino che pensa bene di avviare una tresca con la madre della bambina assassinata, un incidente stradale, l’inizio di una relazione tormentata tra la protagonista e Benton Wesley, un collega sposato… Suggestivo poi – e più volte ripreso da altri autori negli anni successivi – il tema dei tempi di decomposizione dei cadaveri, qui studiati “sul campo” da Thomas Katz nella sua Fabbrica dei corpi (Body farm, più propriamente) in Tennessee, versione fiction della University of Tennessee Anthropological Research Facility, fondata a poche miglia da Knoxville dall’antropologo William M. Bass nel 1971. Il romanzo però, malgrado la tanta carne al fuoco, è abbastanza deludente e abusa di parecchi cliché del genere. Solo per fan della serie.