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La famiglia del piano di sopra

La famiglia del piano di sopra

La busta è sullo zerbino. Libby se la rigira tra le mani e capisce senza difficoltà che si tratta di un documento ufficiale. Reca il timbro postale di uno studio legale. È quasi sicura di sapere di cosa si tratti, anzi, inconsciamente se la aspettava dal momento in cui, il mese precedente, ha compiuto venticinque anni. Posa la busta sul tavolo della cucina, riempie il bollitore e mette nella tazza una bustina di tè. Non sa se ha il coraggio di aprire quella busta. Preferisce prendere il telefono e chiamare la madre per informarla che è arrivata la lettera della fiduciaria. Un breve attimo di silenzio teso, poi la madre la incoraggia ad aprire la busta di carta spessa color panna. Madre e figlia sono al corrente che la ragazza, adottata quando era molto piccola, avrebbe ricevuto un lascito al compimento del venticinquesimo anno. Ma potrebbe trattarsi di qualunque cosa, anche di una semplice teiera con dieci sterline dentro. Libby estrae un foglio di carta intestata e comincia a leggere. Scorre velocemente il testo e l’occhio le cade su un indirizzo: 16 Cheyne Walk, SW3. È l’indirizzo in cui si trova la casa, quella in cui è nata. Ecco in cosa consiste la sua eredità. Altri aventi diritto non si sono presentati in tempo, quindi ora l’intero edificio è suo. Libby è frastornata. L’unica casa che si sia potuta permettere è quella in cui si trova in questo momento, in una stradina tranquilla di St. Albans, una zona vicino al lavoro e non troppo distante dalla stazione. Non si tratta di chissà quale appartamento, ma ha cercato di renderlo il più accogliente possibile e fino ad ora è stata piuttosto orgogliosa di quel bilocale ristrutturato, anche se decisamente non impeccabile. Ma, dal momento che è appena diventata proprietaria di una villa ubicata in una zona elegantissima, ora quell’appartamentino le appare improvvisamente ridicolo...

Il nuovo romanzo di Lisa Jewell, autrice londinese già nota per Ellie all’improvviso del 2018 e Qualcuno ti guarda del 2020, comincia con la notifica di un’eredità. Si tratta della villa di Cheyne Walk, una delle strade più eleganti e alla moda di Chelsea, il quartiere londinese scelto in genere dalla buona società. Libby la eredita in un giorno in cui fa un caldo micidiale e il sole di mezzogiorno, che filtra dal cielo leggermente coperto, la abbaglia. In zona ci sono boutique e negozi di antiquariato, barche e yacht lungo il fiume e tutto le sembra un sogno. Insieme all’enorme dimora, tuttavia, Libby, che ha sempre saputo di essere stata adottata, eredita anche il suo passato e si tratta di un passato raccapricciante, fatto di notizie incerte e verità ancora nascoste, di indagini senza risultati e indizi mai chiariti, di una famiglia distrutta e fratelli di cui si è persa ogni traccia. È pesante, quindi, il lascito ricevuto dalla giovane donna, che tuttavia desidera andare fino in fondo, scavare nel torbido di un passato di cui non ha memoria e cercare chi invece può aiutarla a capire cosa possa essere accaduto alla sua famiglia, sulla quale aleggia la pesante ombra di un suicidio collettivo. Tra ritrovamenti e depistaggi, strani rumori che infestano la grande casa e nuove amicizie, si snoda una trama ricca di colpi di scena che la Jewell, molto abilmente, intreccia a tal punto da creare un’intricata ragnatela che confonde anche il più navigato degli appassionati del genere, che fatica non poco a ritrovare la rotta e a districarsi da un gioco d’inganni magistralmente architettato. Claustrofobico e avvincente, il romanzo racconta di gelosie e di feticci, di coraggio e di follia, di amori sbagliati e di attrazioni ossessive, di manie e di fiducia. È una storia interessante e originale, che indaga le profondità dell’animo umano e ne svela ogni aspetto, anche i più nascosti e scabrosi, quelli che non si vorrebbe mai portare alla luce.