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La fiamma spezzata

La fiamma spezzata

Dicembre 1996. Da pochi mesi il capitano Giulio Mariani è arrivato come comandante alla Compagnia dei carabinieri di San Gioacchino, nel Vesuviano. La famiglia lo ha raggiunto e, con la moglie Francesca e i tre figli, hanno trovato un appartamento decoroso in una zona tranquilla. Lui è romano e mantiene un riconoscibile accento, ha già prestato servizio in diverse regioni italiane e in missioni all’estero: alto e bruno, baffi sottili, fisico atletico, poliglotta, tiratore scelto, esperto di controterrorismo e antimafia/anticamorra, di famiglia umile, testardo e permaloso, ha fatto la gavetta ed è stato promosso per esserselo guadagnato sul campo con indagini brillanti e operazioni rischiose. In mezzo a una mole infame e mostruosa di lavoro, lo chiamano dall’ufficio del Comandante Generale e gli prospettano una questione delicatissima e riservata: dal precedente settembre staziona spesso nei pressi di Forte Braschi, il quartier generale dell’intelligence militare italiana, un’anziana signora vestita di nero, si tratta di Esterina Sorrentino, la mamma dell’appuntato carabiniere Ciro Cirillo, che scrive lettere e chiede informazioni sulla presunta morte del figlio, avvenuta sei anni prima e archiviata come suicidio. Lei è convinta che Ciro non sia morto e che sia passato in forza ai Servizi. Nessuno lo può davvero escludere e Mariani deve studiare bene il caso freddo senza alcun passaggio ufficiale e capire cosa può esserci di vero nei dubbi materni. Il capitano chiede un sostegno informale alla giovane rappresentante della Procura, la napoletana Clara Di Fiore, fa riesumare il cadavere e verifica ogni possibile pista, tanto più che non si tratta solo di rassicurare i vertici, bensì anche di scoprire le vere ragioni della morte di Ciro…

L’esperto giornalista di nera Giovanni Taranto (Vico Equense), per quasi vent’anni (1995-2013) promotore della cittadella dell’informazione Metropolis Network e direttore di Metropolis TV, dal 2019 presidente dell’Osservatorio permanente per la legalità di Torre Annunziata, cintura nera 7° DAN e Grand Master di Taekwondo, esordisce nel romanzo con un noir in terza persona quasi fissa sul protagonista, rari gli incisi sul resto della squadra e su altri personaggi. I meccanismi investigativi e giuridici, le procedure e le dinamiche istituzionali sono accuratamente descritti, con un garantismo informato, dal di dentro (non a caso c’è una breve sentita premessa di Vincenzo Coppola, Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri da marzo 2017 a marzo 2018). La vicenda investigativa gialla è anche usata, ancora una volta, come pretesto e filo conduttore per poter parlare di una serie di fenomeni reali, culturali e sociali, criminali e familiari, locali e non solo. A motivare Mariani c’è l’immagine del ragazzo sulla tomba, la fiamma sul copricapo gli suggerirà poi il titolo del fascicolo finale sul caso (da cui il titolo del romanzo). L’indagine ha una doppia fase, la prima fino al 29 dicembre per verificare se a Roma fanno bene a stare preoccupati, la seconda fino al successivo 15 febbraio 1997 per vagliare moventi e intrecci degli ultimi mesi di Ciro. Per la sera di Natale bollicine Asti, in regalo il cofanetto con la raccolta degli amati Jethro Tull.