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La figlia della luna

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Il bricco del tè urlante, l’asciugamano bagnato dopo la doccia, le lamentele della madre che non trova una scarpa e preannuncia l’ennesimo ritardo… tutto sembra preannunciare una giornata come tante, finché Laura non ha una premonizione. Non è la prima volta che le capita: era già successo quel sabato che il padre li aveva lasciati, e poi di nuovo quando si era iscritto a scuola Soresen Carlise. Un ragazzo impeccabile all’apparenza, ma Laura sa che è una strega. Insomma, in caso di premonizioni c’è da rimanere chiusi in casa ad aspettare il peggio. Ma è giovedì, la libreria in cui lavora la madre chiude tardi, e Laura deve prendere il fratellino dalla baby-sitter, portarlo a casa, farlo cenare, metterlo a letto. Kate non firma giustificazioni di giovedì, lo sa bene. Scampata a scuola, Laura recupera Jacko dalla baby-sitter; lungo la strada di casa si fermano giusto a prendere dei libri in biblioteca. Ha aperto un nuovo negozio nel centro commerciale, entrano al volo a sbirciare e Jacko ottiene un nuovo bollino, ma non ne è contento come al solito. L’adesivo mostra il volto sorridente di Carmody Braque, il proprietario della bottega di antiquariato, e non se ne vuole andare dalla manina del fratello neanche col sapone. La mattina dopo si è dissolto, ma Jacko appare spento, è in terribili condizioni. Laura non ci mette molto a capire cosa sia successo, ma nessuno la ascolta. Non le resta che cercare Soresen Carlise…

Laura non è più una bambina, come il fratellino Jacko, di cui si prende cura come una madre; ma non è neanche un’adulta, nonostante la gonna della divisa scolastica le si sia accorciata e ora lasci intravedere delle gambe ben fatte. No, è lei che si è allungata, ma il suo viso è ancora scialbo. Un essere ibrido, in formazione. La mattina della premonizione che apre il romanzo, è proprio guardandosi allo specchio e non riconoscendo il suo riflesso che Laura capisce che sta per succedere qualcosa. Estremamente sensibile al mondo esterno, sensitiva. Così, Quando il fratello rimane vittima di un sortilegio, Laura non può che oltrepassare la soglia di quel mondo misterioso, che finora le aveva solo sussurrato nella testa avvertimenti, e andare a sfidare il suo antagonista nel suo stesso campo. Guidata dalle donne di casa Carlise, Laura affronta, per amore del fratello, un rituale che la porterà oltre la soglia del reale, facendola diventare una figlia della luna. Il momento della sua metamorfosi è un punto altissimo del romanzo, ci catapulta in un mondo onirico e immaginifico, meraviglioso nel senso carrolliano del termine. Con una scrittura fresca e scorrevolissima, Margaret Mahy farcisce di magia la vita, non troppo spensierata, di una ragazza in crescita e, mentre ci parla di streghe e sortilegi, analizza attentamente la realtà e tratta con un’onestà disarmante e aggraziata la ferita dell’abbandono, la malattia, il perdono e la tensione della scoperta della sessualità. Un libro di altissimo livello, che anche letto da adulti non esaurisce la sua carica.