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La gabbia dei conigli

La gabbia dei conigli

Stati Uniti. Indiana. Vacca Vale. È mercoledì sera, un orario imprecisato tra le nove e le dieci. Nell’appartamento C12 vive un uomo che crede che le donne abbiano più potere di chiunque altro e si arrabbia quando i fatti lo smentiscono. Ha sessantacinque anni. Da sotto arrivano dei rumori, probabilmente una festa. Nell’appartamento C8 una madre prova ad allattare un bambino e a creare un legame con lui ma non riesce. Nel frattempo scrive un messaggio a sua madre ma lo scambio la agita e basta. Il bambino ha quattro settimane, e lei ha sviluppato una fobia per i suoi occhi. Nell’appartamento C6 vivono Ida e Reggie, ultrasettantenni. Sono seduti sul soggiorno, fumano e guardano il tg. A un certo punto Ida si rivolge a Reggie, gli deve dire una cosa. Frankie, il figlio di Tina, è di nuovo in prigione. Loro possono farci poco, dice Frank. Tina deve dirgli un’altra cosa: ha trovato un topo morto in balcone, di nuovo. È stato ucciso da una trappola, ma lei non ne ha piazzata alcuna. Sono stati i ragazzi che abitano di sopra, i due sposini con il bambino di quattro settimane. Come fa a esserne così sicura, le chiede Frank. Ne è sicura e basta. E ora Frank deve fare qualcosa, deve prendere il topo morto e metterglielo sopra lo zerbino. Nell’appartamento C4 vivono invece tre ragazzi adolescenti, una ragazza e molti progetti andati a male...

La gabbia dei conigli è il romanzo d’esordio della statunitense Tess Gunty. Le è valso, a soli 29 anni, il National Book Award for Fiction 2022: la più giovane dai tempi di Philip Roth, che lo aveva vinto nel 1960 con Goodbye, Columbus. Un inizio niente male, dunque. Il romanzo è ambientato nell’Indiana, a Vacca Vale, una cittadina del Midwest che non esiste, ma che a detta della Gunty è molto simile a quella in cui lei è cresciuta, South Bend. South Bend fa parte di quella che comunemente è conosciuta come la “Rust Belt”, ovvero la regione tra gli Appalachi e i Grandi Laghi, un tempo motore industriale degli USA e oggi in declino economico, sociale e demografico. In questa città post-moderna è stato costruito un complesso chiamato “La Lapinière”, ribattezzato da tutti “La Conigliera” (lapin in francese sta per “coniglio”). Nella Conigliera vivono molte persone. Tra queste, all’interno dell’appartamento C4, c’è Blandine, il vero fulcro della vicenda. Blandine è una ragazza diafana e misteriosa, fissata con la religione, le mistiche e le apparizioni. Questa bionda pallida è il polo che attrae e respinge i vari personaggi che compaiono all’interno di questo caleidoscopico romanzo. Tess Gunty svolge un lavoro eccellente nel tirare le fila dei numerosi personaggi che compaiono, ma la chiave di volta e di lettura resta Blandine. È attraverso di lei che emergono i (numerosi, ma necessari) messaggi che Tess Gunty lancia attraverso La gabbia dei conigli. Le critiche al (tardo)-capitalismo, che sta depauperando la Rust Belt attraverso investimenti che arricchiscono chi già ricco lo è. Al patriarcato, che soffoca e sopprime le donne economicamente, socialmente e fisicamente. Una forte ansia dovuta al cambiamento climatico. A tal proposito, ha detto Tess Gunty che le sarà difficile scrivere un romanzo lasciando fuori quest’argomento.