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La gemella bugiarda

La gemella bugiarda

Inghilterra. Nella cucina di un istituto per diversamente abili, Tia Bradshaw prepara il pane secondo una ricetta che conosce a memoria. Tutte le mattine, senza mancare nemmeno un giorno. La sua routine è interrotta dall’arrivo delle lettere di Ellie, la sorella gemella, che le racconta la sua vita, le confida in pensieri più reconditi e i segreti più intimi, chiedendole tassativamente di bruciare ogni lettera dopo averla letta. Tutti i lunedì, puntuale, arriva una sua lettera con la medesima richiesta. Ellie Armstrong ha promesso da anni a suo marito Will di dimettersi ma, nonostante la stanchezza, la sua carriera continua ad occupare il posto più alto nella lista delle priorità. Ma Will desidera ardentemente un figlio ed Ellie è disposta a pianificare anche questo: aprile sarebbe stato il mese ideale e la maternità non avrebbe interferito con in suoi impegni lavorativi. Ma non sempre i piani vanno secondo quanto stabilito: Ellie scopre di non poter avere figli. Non ha il tempo di realizzarlo che una lettera aumenta il numero delle sue preoccupazioni comunicandole che l’istituto dove é cresciuta sua sorella Tia sta per chiudere. Cresciuta in fretta con un fastidioso senso di colpa per essere “normale” e la responsabilità di dover badare alla sorella, Ellie deve trovarle una sistemazione. Farla stare da loro, però, si rivelerà un terribile errore...

La gemella bugiarda è il primo libro di Valerie Keogh pubblicato in Italia, malgrado ne abbia scritti numerosi e con un certo successo. Il titolo racchiude e sintetizza il cuore dell’intreccio che si sviluppa attraverso la storia del rapporto tra due gemelle molto differenti tra loro, eppure legate a doppio filo da segreti inconfessabili. Le bugie, le omissioni però, alla lunga schiacciano l’esistenza, distruggendo le relazioni e gli equilibri che sembrano consolidati. La tensione cresce pagina dopo pagina eppure non sempre i colpi di scena sono all’altezza della storia: Valerie Keogh è appassionata di Agatha Christie ma questo non basta a creare un intreccio che sorprenda davvero. La scrittura è fluida e appassionante (la narrazione in terza persona facilita il lettore nell’acquisizione di una visione d’insieme) e l’alternanza dei tre diversi punti di vista crea un ritmo coinvolgente e momenti di suspense. Ciò che colpisce (e inquieta) sono i personaggi, anche grazie alla capacità introspettiva dell’autrice che ne rivela una profondità psicologica interessante. Tutto, anche il linguaggio, si carica di ansia, paure e dubbi ma la tensione non regge fino all’epilogo, poco originale. Un intrigo familiare, fatto di segreti e inganni, che si tinge appena di giallo, piacevole ma non sconvolgente.