Nel 1933 nascono due sorelle gemelle, Hilde e Helga, figlie di Hans Hinner, direttore del giornale di propaganda “Mutter”, e di Maria Zemmgrund. La loro infanzia si svolge tra la Germania nazista e il Sudtirolo, dove la guerra e la violenza politica del nazismo irrompono nella quotidianità senza interrompere del tutto la normalità delle relazioni familiari. Alla fine del conflitto gli Hinner si trasferiscono sulla riviera romagnola, a Milano Marittima, dove il padre investe il denaro accumulato durante il Terzo Reich nella costruzione dell’Hotel Sand. Intorno all’albergo prende forma una nuova esistenza, scandita dalle stagioni turistiche, dall’espansione edilizia, dal lavoro incessante e dall’arrivo di una clientela sempre più numerosa. Le due sorelle affrontano in modo diverso questa trasformazione. Helga si identifica progressivamente con l’impresa familiare e punta a una vita sentimentale stabile. Hilde, invece, resta inquieta, osserva il mutare dei paesaggi e delle persone, colleziona fotografie, ritagli di giornale e frammenti di memoria, incapace di sentirsi davvero appartenente al mondo costruito dal padre. Sullo sfondo, il turismo, la pubblicità, il benessere e il consumo che trasformano l’Italia del dopoguerra, mentre il passato continua a riaffiorare nei gesti, negli edifici, negli oggetti e nelle biografie di chi sembra aver lasciato tutto alle spalle…

La gemella H di Giorgio Falco intreccia una vicenda familiare e la storia del Novecento. Più che ricostruire gli eventi del nazismo o del boom economico, Falco segue le continuità che collegano epoche diverse. I modelli organizzativi, linguaggi e forme del controllo si trasformino nel passaggio dalla propaganda alla società dei consumi. Documentazione invenzione letteraria convivono costantemente. Si alternano scene narrative, ampie digressioni storiche, biografie di personaggi reali e immaginari, cataloghi di oggetti, edifici e paesaggi. Centrale è il rapporto tra memoria e archivio, affidato soprattutto allo sguardo di Hilde che osserva senza riuscire a identificarsi pienamente con il mondo che la circonda. La nota conclusiva dell’autore, parte integrante dell’opera, chiarisce il dialogo continuo tra dati storici e finzione narrativa, come nelle abitudini di Falco che qui utilizza una storia familiare per interrogare le trasformazioni della modernità europea.