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La generazione del pesce crudo

La generazione del pesce crudo

La sera del giorno di san Luigi i primi turisti arrivati alla località rivierasca di Santa Pagaia Marina per l’inizio dell’estate rientrano dalle spiagge per godersi l’ottima cucina del luogo o qualche iniziativa organizzata per loro. Al tavolo di un bar, di fronte il teatro Odeon, conversano amabilmente il Procuratore Massimo Dellapena, il Vicequestore Pippo Bonfiuto e il pari grado dalla vicina città di Bovino, Per Spicace, accompagnato dal fido assistente Saltalapappa. Quale fortuna migliore, per i quattro, che essere invitati a cena al lussuosissimo ristorante dell’hotel a cinque stelle “Excelsior Plaza Villa Regia”, del cortesissimo ed elegantissimo – anche se un po’ fuori moda – Arcibaldo? E tuttavia, giunti all’albergo, i quattro ospiti trovano l’ingresso bloccato da una folla urlante. Il Villa Regia è infatti costretto ad ospitare il famosissimo trapper americano Gangbanger, che spacca gli arredi, vomita nei corridoi ed è perennemente sotto gli effetti di alcol o stupefacenti. Un vero disastro: quello che era un punto di riferimento per le persone per bene, eleganti e raffinate, che hanno ottenuto il successo con dedizione e sacrificio, è ora violato dai nuovi e loschi personaggi che vogliono solo ostentare la loro ricchezza, senza avere un briciolo di cultura o di integrità. Arcibaldo non dubita che questi figuri abbiano intenzioni assai inquietanti...

Il pesce crudo è il simbolo di una nuova generazione, o meglio di un nuovo stile di vita modaiolo e superficiale, che disprezza la cultura e l’educazione e tende all’arricchimento con ogni mezzo, soprattutto ai danni di chi al successo ci è arrivato alla vecchia maniera, con educazione e impegno. Nonostante alcuni personaggi siano senz’altro colti e rispettabili estimatori della cultura gastronomica orientale, questo romanzo rappresenta una società spaccata: da un lato, le persone che hanno stile, morale e cultura, che hanno raggiunto il meritato successo grazie al sacrificio e all’integrità; dall’altro, i nuovi arrivisti, maleducati e ignoranti, spregiudicati e truffaldini, interessati solo alle vane dimostrazioni di potere e alla moda. Mindaugas Deutheronomius, scrittore di origini lituane dalla vita avventurosa e incredibile che però non si presenta in pubblico, costruisce un intreccio giallo assai complicato puntellato di morti inaspettate e tutte legate al consumo di pesce crudo. Attraverso le vicende, l’autore muove come pedine personaggi goffi e caricaturali che, insieme alle situazioni grottesche, i colpi di scena, un enigma che diventa sempre più intricato, compongono un romanzo molto originale e divertente, piacevole in tutta la sua notevole lunghezza. Certo: viene da strabuzzare gli occhi di fronte ad alcuni interventi moraleggianti della voce narrante, tanto sono ingenui e reazionari. Ma sono anche stranezze del genere a rendere bello questo libro.