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La geometria delle api

La geometria delle api

Rhode Island, febbraio 1975. I genitori di Meredith sono arrivati al capolinea con il loro matrimonio. Litigano spesso e violentemente, tanto da terrorizzare lei e Matthew, il suo fratellino di soli due anni. A volte le piacerebbe poter chiudere gli occhi e tornare indietro nel tempo, a quando il volto della mamma era pieno di sorrisi e risate, quando vivevano in una villetta a schiera con un’altalena nella veranda e i fine settimana papà le mostrava le nuvole a forma di dinosauri, funghi o dischi volanti. Ma adesso la mamma lascia cadere la pentola bollente vicinissima alla testa del marito seminando sul pavimento la loro cena. A quel punto, presi i vestiti dal comò e gettatili in una valigia bianca, la mamma le ordina di farsi trovare pronta. Lo ha già fatto altre volte per questo Meredith decide di aspettare che le passi la furia. Ma questa volta è diverso. Ricompare sulla porta con Matthew in braccio e poco dopo la bambina si ritrova nella Volvo del padre diretta all’aeroporto di Boston dove prenderà un aereo diretta in California: ma lui non andrà con loro. Al Monterey Peninsula Airport trovano ad aspettarli la nonna, una donna che ha affinato nel tempo la sua attitudine al comando, che prende la figlia e la invita a sedersi dopo aver dato ai bambini due quarti di dollaro per allontanarli e poter parlare in santa pace. Fra qualche tempo Meredith compirà cinque anni e i suoi genitori stanno divorziando. Ora è in California, a casa dei nonni materni, una casa rossa dal tetto piatto di ghiaia bianca che sembra innevato ogni momento dell’anno. La camera da ragazza della madre, dipinta di un giallo melone, diventa la loro piccolissima camera da letto, si ritrova strizzata fra quelle mura con la madre e il fratellino. La mamma, molto depressa, si rintana sotto le coperte, lasciando la gestione dei due bambini ai nonni. Meredith sente un fastidio alla bocca dello stomaco, ha subito un’ingiustizia in quanto aveva una famiglia il giorno prima e adesso non ce l’ha più. Intanto che cerca di dare un senso a ciò che accade e si tormenta nell’attesa che qualcuno le spieghi il motivo reale di quel trasferimento, comincia a seguire il nonno nel suo lavoro di apicoltore. Nel cortile della casa scopre un vecchio autobus militare usato dall’uomo come laboratorio per la preparazione del miele. Vorrebbe entrarci ma sa che prima deve imparare che le api non fanno del male se non lo si fa a loro, che dall’impollinazione dipende la produzione di tutto il nostro cibo, e che come gli esseri umani, anche le api comunicano, in una lingua segreta fatta di comportamenti, suoni e odori...

Si apre così per Meredith un mondo nuovo, conosce la famiglia delle api, la loro lingua segreta, impara a interpretare i loro movimenti, a riconoscere i diversi odori che rilasciano per comunicare fra di loro. Grazie a queste scoperte riesce a decifrare meglio anche lo strano mondo delle persone e ad imparare la perseveranza. La giornalista e apicoltrice, in questo memoir delicato, ci insegna che è possibile apprendere la vita dalle api, spiega l’importanza di questo insetto per il nostro ecosistema e ci istruisce al rispetto. Vincitrice di numerosi premi, tra cui il Pen Usa Literary Award, la May è stata corrispondente per anni del “San Francisco Chronicle”, dandosi successivamente con successo alla letteratura.