L’uomo osserva la foto della donna sul giornale: quarant’anni più o meno, un letto d’ospedale, una flebo al braccio, una benda in testa e l’aria comunque da brava ragazza. L’uomo piega il giornale con stizza, dopo aver letto la didascalia che recita “Rose al veleno per la Miss Marple del Giambellino”. Il suo intento, in realtà, non è mai stato quello di ucciderla, ma di darle una bella lezione, sì. Quello di sicuro! Mentre la voce di Battisti – leit motiv che lo accompagna in ogni sua giornata – risuona nella stanza, l’uomo ritaglia con cura l’articolo e lo ripone in una cartella azzurra aperta sul tavolo e contrassegnata con il numero 2. Si augura che Libera Cairati – la fioraia del Giambellino con il pallino per l’investigazione – abbia capito l’antifona e che le sia passata una volta per tutte la voglia di scorrazzare per Milano, insieme a quella stordita della madre e all’amica giornalista. Intanto, Libera, proprio in quel letto d’ospedale in cui è stata fotografata, sta cercando di riprendersi, dopo aver subito una lavanda gastrica. Quello che la stampa ha definito il “nemico nell’ombra” l’ha punita inviandole un bouquet di rose cosparse di aconitina, un potente veleno vegetale. Quando finalmente viene dimessa, la testa di Libera fatica a concentrarsi su ciò che accade intorno a lei. Non è troppo interessata neppure alle indagini volte a individuare il suo stalker, perché ogni sua preoccupazione è rivolta verso questioni più private, come il suo rapporto con Gabriele, amico di famiglia, ex collega del suo defunto marito alla Squadra Mobile di Milano e attuale superiore della figlia Vittoria, a sua volta poliziotta. Quest’ultima non vede di buon occhio il legame che si è creato tra la madre e Gabriele e, a dirla tutta, forse anche Libera stessa non è convinta al cento per cento della liaison. A quarantasei anni suonati, dopo circa vent’anni di indipendenza – Libera è rimasta vedova quando era molto giovane – non è certa di volersi impegnare in una relazione che, accanto a mille gioie, comporterà sicuramente anche privazioni e compromessi. E, soprattutto, la Miss Marple del Giambellino non ha alcuna intenzione di rinunciare alle sue imprese da detective dilettante, mentre Gabriele la invita ripetutamente a farlo, per non compromettere la sua…

Libera Cairati – fioraia del Giambellino dotata di intuito infallibile, grazie al quale ha già risolto diversi casi piuttosto complessi – è una certezza e sapere che ogni anno se ne potrà trovare una nuova avventura in libreria è una grande gioia. Il merito va indubbiamente a Rosa Teruzzi – autrice milanese esperta di cronaca nera, nonché caporedattore della trasmissione televisiva Quarto Grado – che riesce ogni volta a catturare il lettore e a risucchiarlo tra le pagine del nuovo racconto di Libera & Co. Questa volta, in una Milano novembrina, piovosa o ovattata dalla nebbia, Libera deve fare i conti con una figura misteriosa – che si è attribuita il soprannome di Ombra e ascolta una canzone di Battisti in loop – che non si accontenta di averla avvelenata con un fascio di rose all’aconitina, ma vuole liberarsene definitivamente. Libera è costretta a muoversi con cautela, per evitare di destare sospetti nella PM che si sta occupando del caso di avvelenamento e che non gradisce affatto le velleità investigative della fioraia con il fiuto più affilato del capoluogo meneghino. Grazie all’aiuto degli amici di sempre – l’eccentrica e incontenibile madre Iole, l’acuta giornalista Irene e Cagnaccio, il capocronista dall’aspetto ruvido ma dal cuore di burro, in fondo – Libera tenterà di capire chi si celi dietro tanto risentimento nei suoi confronti e quale ne sia la ragione. Tra false piste, tentati omicidi e momenti di tensione, Libera dovrà faticare molto, questa volta, per stanare l’Ombra che ha deciso di complicarle la vita. Come al solito l’intera banda, cui fa capo una donna dalla tempra d’acciaio e dal cuore spesso in subbuglio, fa centro, sia per quanto riguarda la cura con cui l’intreccio è stato progettato e sviluppato, sia per quel che concerne l’inevitabile feeling che ogni volta si crea tra la protagonista e il lettore. Una nuova vicenda che si legge d’un fiato e che, come sempre, diverte e intriga. Arrivati all’ultima pagina, poi, lo sguardo corre inevitabile al calendario: dodici mesi, più o meno, prima di incontrare di nuovo la Miss Marple del Giambellino e gli altri. Per ingannare l’attesa, comunque, si possono sempre rileggere le avventure di Libera & Co. Il divertimento è assicurato.