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La grazia dell’inverno

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CC de Poitiers, mentre si trova nella camera più economica del Ritz di Montréal, mostra a Saul, per l’ennesima volta, il suo libro. Un gesto che sta compiendo troppo spesso nelle ultime ore. Di questo libro Saul ha scattato la foto di copertina e se ne vanta, consapevole che questo per lei costituisce un insulto. CC ha quarantotto anni, snella, muscoli tonici e ben definiti, capelli biondi e denti bianchissimi. È però una donna gelida. Saul Petrov di anni ne ha cinquantadue e ha il timore di trasformarsi come lei: gli amici non sono più né brillanti, né intelligenti, né tantomeno magri. Non li sopporta più. D’altronde anche lui deve arrendersi: meglio essere più indulgenti, perché sta invecchiando e ne porta tutti i segni. CC non è più nemmeno una amante stimolante: la disprezza, forse anche più di quanto disprezza se stesso. E lei continua a parlare del suo libro e incalza, definendolo “geniale”, “desiderio forte dei lettori”, soprattutto quelle persone piene di problemi che ci sono in giro. “Siate calmi” è il titolo, in pratica lo stesso nome della società che lei ha da poco fondato. Il guaio è che la parola “calma” non è propriamente quella che più si addice a CC de Poitiers, impaziente e rabbiosa, soprattutto dopo aver girato tutti gli editori di New York e oltre che rispondono con un secco no a tutta quell’accozzaglia di insegnamenti buddisti, mescolati alla meglio con filosofie di auto-aiuto e le riflessioni della donna in copertina. Ma lei insiste, convinta che il suo manuale possa insegnare a essere felici e che quindi è un potenziale successo. Così si autopubblica...

Di sicuro, fra tanti, un noir particolare, che gira intorno a personaggi fuori dal comune, in un luogo improbabile, perché apparentemente da fiaba, in una storia diversa da tutte le altre. Certo, c’è l'ispettore capo Gamache con tutto il suo carico di intelligenza e buoni sentimenti, ma è il villaggio di Three Pines - con quella grande mole di solidarietà e condivisione - che rende tutto diverso. Tra l’altro è da questo romanzo e dal precedente Natura morta che è tratta una fortunatissima serie tv di Sky dal titolo Il Commissario Gamache - Misteri a Three Pines che ha come protagonista l’attore inglese (di mamma italiana) Alfred Molina proprio nei panni di Gamache. C’è una nota di fondo dolce, quasi di tenerezza, per l’intero libro, che rende tutto ammantato di morbidezza, come le innumerevoli e cospicue nevicate che vengono raccontate con dovizia di particolari, al punto che non di rado capita di pensare a come tutte queste bufere non blocchino attività, strade e auto, come invece potrebbe succedere a casa nostra. E nonostante le superbe descrizioni dei paesaggi bianchi, delle tormente, di laghi ghiacciati, si percepisce sempre un tepore di sottofondo, quasi come se i sentimenti umani possano molto di più delle intemperie. Certo, quelli descritti non sono sempre sentimenti positivi, è pur sempre un giallo e contiene i suoi begli omicidi, ma c’è qualcosa di davvero speciale in questa storia. I piccoli particolari, le modalità con cui vengono architettati i crimini, non sono comuni. Non ci sono, per esempio, pistole o coltelli, eppure le persone muoiono e quello che avviene ci lascia comunque a bocca aperta. Di sicuro, se la serie tv non si distacca troppo dal testo, è spiegato il perché del suo grande successo.