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La guerra civile spagnola 1936-1939

La guerra civile spagnola

Quello del 1936-1939 fu il quarto conflitto intestino scoppiato in Spagna in soli cento anni, quindi aveva radici molto profonde nella storia del Paese iberico. Durante la Guerra Civile Spagnola, “eroismo e nobiltà si scontrarono da entrambe le parti con una crudeltà e una brutalità primitive che non avrebbero sfigurato in un poema epico medievale”, eppure si trattò di uno scontro che aveva moltissimo a che fare con il passaggio (o meglio il tentato passaggio) alla modernità di una terra arretrata e piena di feroci contraddizioni. E Mussolini, Hitler e Stalin la trasformarono in un gigantesco laboratorio militare e politico per la guerra che era alle porte. Il 14 aprile del 1931, però, quando “tra scene di giubilo” si insediò in Spagna la Seconda Repubblica, quasi nessuno credeva fosse necessaria una guerra civile, mentre solo cinque anni dopo la si considerava inevitabile: cosa era successo nel frattempo? Lo scontro rappresentò il culmine di una serie intermittente di lotte tra le forze riformiste e quelle reazionarie che avevano caratterizzato la Spagna, nazione tradizionalmente agricola, cattolica e che non ha mai conosciuto una rivoluzione borghese classica, a partire dal 1808. Ogni volta le forze reazionarie avevano reagito soffocando ogni spinta riformista, cercando di “rimettere indietro l’orologio” e ristabilire i tradizionali equilibri del potere sociale ed economico. La Guerra Civil è stata dunque l’ultima violentissima reazione delle forze conservatrici ai tentativi di riforma che ne minacciavano la posizione di privilegio…

Perché la guerra civile che ha insanguinato la Spagna tra 1936 e 1939 è così radicata nell’immaginario collettivo? Perché ha ispirato (finora) più di quindicimila opere? A sinistra è vissuta come una pagina eroica ma dolorosissima e vivo è ancora oggi l’odio per la figura di Francisco Franco, dittatore longevo e mai “pentito”, a destra come un modello virtuoso di “crociata” (i franchisti definirono proprio così l’insurrezione contro la repubblica spagnola), di reazione a ogni ammiccamento della socialdemocrazia verso il socialismo e il comunismo. Ma cosa spiega il fascino che la Guerra Civil esercita da sempre anche su chi non è schierato né a destra né a sinistra? Forse ha ragione chi la definì “l’ultima grande causa”, e tuttavia non è solo questione di nostalgia o romanticismo perché segnò una svolta nella storia europea degli anni Trenta, con importanti ripercussioni sul conflitto mondiale degli anni successivi. Paul Preston, che alla London School of Economics è Príncipe de Asturias Professor of Contemporary Spanish Studies, è uno dei massimi esperti mondiali di Guerra Civile Spagnola e di franchismo e a questi argomenti ha dedicato diversi saggi. Questo in particolare, datato 1986 ma riveduto e ampliato dieci anni più tardi, è una breve storia della “Guerra Civil” – il titolo originale è infatti A concise history of the Spanish Civil War, ma nella versione italiana si è preferito sorvolare sul concise – con una sommaria analisi delle cause e delle conseguenze del conflitto, soprattutto a livello politico ed economico. Preston è studioso serio ed equilibrato, sia chiaro, ma sin dall’esergo (“Questo libro è dedicato agli uomini e alle donne che hanno combattuto e sono morti nella lotta contro il fascismo”) si capisce da che parte stia e lui stesso nella Prefazione avverte: “Il lettore non si aspetti grande simpatia per la destra spagnola: (…) troverà però, così almeno spero, qualche barlume di discernimento”.