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La guerra dei papaveri

La guerra dei papaveri

“Non credo negli dei. Credo, però, nel potere e credo che gli sciamani possedessero una qualche fonte di potere di cui gli altri non sapevano come accedere e penso che sia ancora possibile accedervi con lo studio”. “È per questo che vai avanti con demologia? Pensi di poter diventare sciamana? Di poter invocare gli dei?”. Lo scetticismo nella voce di Kitay è palese, ma Rin è profondamente convinta di quello che sta dicendo. Sono ormai tre anni che studia all’Accademia, due insieme al maestro Jiang. Sinegard è l’accademia militare più importante del Paese: destinata all’educazione dei futuri generali e comandanti dell’esercito, vi si può accedere solo dopo un durissimo esame. E Rin, orfana e proveniente da una delle province più povere dell’impero, non solo è stata in grado di superare il kējǔ ma ha anche ottenuto la proposta da due maestri dell’Accademia di diventare loro apprendista, consacrando nei fatti il suo diritto di esser lì, al pari dei figli delle più grandi casate dell’Impero. Kitay, figlio di un generale, è l’unico che Rin può considerare amico. L’ha invitata a trascorrere le festività insieme alla sua famiglia. Una alternativa sicuramente più allettante di quella di rimanere all’Accademia, anche se in compagnia del maestro Jiang. L’unico a non vederla come una minaccia all’ordine sociale della Sinegard e dell’Impero più in generale, ma una sua pari da cui è possibile imparare. Rin infatti è in grado di mettersi in contatto con il pantheon degli dei; una capacità scoperta durante gli esami di fine anno: se non l’avessero fermata, la rabbia che sentiva scorrere dentro le vene avrebbe portato alla morte non solo il suo avversario ma anche lei, letteralmente arsa da dentro dalle fiamme della Fenice. Solo il maestro Jiang è riuscito a spegnere quelle fiamme mortali con la promessa di insegnarle non solo a richiamarle ma anche a saperle domare…

La Guerra dei Papaveri è il primo libro di una trilogia che narra la storia di Rin: orfana proveniente dalla provincia di Jī, una delle più povere dell’Impero Nikan, per sfuggire a un matrimonio combinato e a una esistenza da schiava alle dipendenze del marito, decide di partecipare al test preliminare per l’ingresso all’Accademia di Sinegard, che le consentirà una vita diversa da quella che le prospettano i genitori adottivi. Diviso in due parti e vincitore del Compton Crook Award, del Crawford Award e dell’Astounding Award nel 2020 e finalista al Nebula Award for Best Novel, La Guerra dei Papaveri trae in inganno coloro i quali ritengono che sia una narrazione dedicata solo a un pubblico adulto (o solo a uno adolescenziale, simmetricamente). La storia di Rin infatti va ben oltre i canoni classici che contraddistinguono la narrativa young adults, collocandosi in un settore nebuloso che spazia dal romanzo storico al fantasy. L’alto tasso di violenza e l’uso di droghe rende questa narrazione adatta a un pubblico più consapevole nonostante l’età dei giovani protagonisti sia comunque quella adolescenziale. L’esordio letterario di R. F. Kuang, classe ’96, è un romanzo potente nel quale le brutture della guerra, la sofferenza di una vita in povertà ma anche la gioia di scoprire il proprio valore, non solo umano ma anche interiore e intellettuale sono descritte senza infiocchettature ma con la brutalità che determinate scene richiedono; anche gli effetti della droga sull’uomo non vengono edulcorati ma le descrizioni risultano precise e quasi asettiche, come se il lettore si trovasse di fronte a una fotografia o a un video. Lasciandosi ispirare dai suoi luoghi d’origine e ad altri romanzi con tematiche simili - primo fra tutti Il gioco di Ender, Kuang costruisce un mondo che permette immediatamente al lettore di calarsi nelle atmosfere orientali, seguendo senza sforzi il cammino di Rin. La componente fantasy è sempre presente ma inserita in modo tale da non risultare estranea alla “vita normale” quanto piuttosto un suo aspetto fondamentale.