Salta al contenuto principale

La ladra di ricordi

La ladra di ricordi

Isabella è davanti alla porta dell’ufficio del professor Nardi, ma la fila di studenti in attesa prima di lei sembra scorrere davvero troppo lentamente. La giovane ricercatrice guarda le mura dell’edificio e pensa che a breve dovrà lasciare quel posto. La borsa di studio della Fondazione sta per finire e solo uno dei tre borsisti sarà assunto in uno dei più prestigiosi musei del mondo. Ma chi sarà il prescelto? I candidati, oltre a lei, sono Thomas, ragazzo introverso ma decisamente bravo, e Giorgio Ceccarelli, cavalier servente del professor Micone, davanti al quale il giovane si prostra ad ogni occasione e del quale condivide segreti e pensieri. Isabella riesce a parlare con il professor Nardi solo quando è ormai sera e il docente si appresta a lasciare la facoltà. L’uomo non ha voglia di tornare a casa. Da quando sua moglie è morta, detesta il silenzio delle stanze di casa sua, vuote e senza calore. Perciò l’incontro con la giovane archeologa Isabella De Clio non lo disturba affatto. La ragazza gli spiega che ha con sé una copia della monografia scritta per la Fondazione e vorrebbe lasciargliela in visione. Il professore accetta con piacere e, nello sfogliare le prime pagine del volume, ricorda che la De Clio studia i cammei antichi. Le sue conoscenze potrebbero tornargli utili, perché proprio poche ore prima ha ricevuto la telefonata di un’anziana signora, nonna di uno dei suoi studenti, che gli ha comunicato di essere in possesso, quasi certamente, di un cammeo di grande valore, risalente al primo secolo avanti Cristo, all’età di Ottaviano. Nardi potrà richiedere, per far chiarezza sull’autenticità del reperto, una consulenza a Isabella che, dopo aver consegnato la monografia al professore e fatto ricorso a tutta la sua forza di volontà per non intascarsi l’elegante stilografica nera che l’uomo le ha gentilmente prestato per compilare alcuni moduli, si allontana velocemente e si dirige verso casa...

Esordio interessante quello di Barbara Bellomo - una laurea in Lettere, un dottorato di ricerca in Storia antica e diversi anni di lavoro presso la cattedra di Storia romana dell'Università di Catania; attualmente insegnante in una scuola superiore, ha all'attivo diverse pubblicazioni di storia romana - che prende sottobraccio storia, archeologia e contemporaneità e le fa convergere in un racconto avvincente, in cui personaggi della Roma antica si affiancano a serrate indagini che si snodano tra Todi e la Sicilia. Protagonista è una giovane archeologa - chioma fulva e una passione per la moto - nonché ricercatrice specializzata in arte antica. È una ragazza tenace, molto preparata, ambiziosa, di bell’aspetto, con un vizio segreto (che dà il titolo al romanzo) a causa del quale non si sente troppo a suo agio ogni volta che ha a che fare con la polizia. Ma quando si tratta del commissario Caccia, insieme al quale si trova a doversi occupare dell’omicidio di un’anziana signora, ogni timore cade e il cuore di Isabella batte a ritmo accelerato. Tra antichi cammei, scritte in latino da decifrare, antichi volumi impolverati e ricerche, la vicenda intreccia la storia della Roma del I secolo a.C.- senza annoiare il lettore, ma fornendo le informazioni necessarie a delineare un quadro della situazione del periodo - all’attualità, rivelando come intrighi e mezzucci non abbiano età e ammorbino la vita quotidiana in qualunque periodo storico. Piccole e grandi storie che si mescolano tra false piste e continui colpi di scena, a dimostrare che, come ben espresso dalla stessa Bellomo, “in questo mondo si possono rubare impunemente dignità, amore e merito, ma non oggetti. Perché?”. Le vicende di Cesare, Marco Antonio e Lepido consentono al lettore di toccare con mano fatti storici ricchi di mistero e fascino, mentre le ricerche di Isabella e del commissario Caccia, coadiuvati da un professore di museologia e beni culturali inizialmente depresso ma ricco di umanità, raccontano la mediocrità dei nostri giorni e la fatica di crescere. Una storia spassosa e uno stile narrativo di tutto rispetto per un’esordiente; una protagonista intrigante e coinvolgente, della quale si spera di leggere presto nuove avventure.