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La libertà all’improvviso

La libertà all’improvviso

È il 16 settembre 2016 e Caroline sta per incontrare un’autrice. È un incontro normale per lei che lavora in una casa editrice. Il manoscritto è sulla sua scrivania, con le correzioni e le annotazioni. Il nome dell’autrice è il motivo principale che, quella mattina, la spinge ad alzare la cornetta e chiamarla: Évelyne Pisier. Si danno appuntamento per il venerdì dopo, a casa dell’autrice. Quel giorno, la pioggia sorprende Caroline, che arriva a casa di Évelyne bagnata e infreddolita; l’ospite, una signora di circa settantacinque anni, si dimostra premurosa, le offre un maglione che Caroline rifiuta, e un caffè. Parlano per tre ore, l’alchimia è istantanea. L’idea di Évelyne era di raccontare la storia di sua madre, Mona Desforet e la propria storia. Originarie dell’Indocina, hanno vissuto i dolori dell’invasione giapponese, la deportazione in campi di concentramento, l’emigrazione in Francia, la partecipazione alle lotte per i diritti delle donne. Un romanzo sarebbe stato il modo migliore per omaggiare Mona e allo stesso tempo per scrivere un racconto che comprendesse un pezzo della storia dell’umanità. Évelyne e Caroline sono d’accordo, si scrivono tutti i giorni, si incontrano a Parigi, si confrontano e si confidano. Fino a quando Évelyne, in un giovedì di febbraio, muore. Caroline, addoloratissima, decide di mantenere la promessa fatta all’amica: terminerà il suo libro, ma sarà Évelyne la protagonista…

Scritto a quattro mani da Évelyne Pisier e Caroline Laurent, La libertà all’improvviso è un romanzo profondo e complesso, che copre tutta la vita della protagonista/autrice e che si intreccia alle principali vicende storiche della seconda metà del ‘900. La particolarità del testo sta nello stile di scrittura: una sorta di meta-racconto che da un lato vede il romanzo di Évelyne, dall’altro il racconto di come Caroline ha lavorato per affinare i contorni delle storie, per mettere insieme i pezzi, per rendere onore, nel migliore dei modi, alla vita dell’autrice. Una vita piena e sorprendente (oltre a molte altre cose, Évelyne ha avuto una relazione con Fidel Castro), ma anche dolorosa, soprattutto durante l’infanzia. Una vita fatta poi di riscatti e di soddisfazioni: gli studi, le lotte femministe dopo le letture di De Beauvoir, la Legione d’Onore francese. La libertà all’improvviso ha vinto numerosi premi in Francia, come il premio Marguerite Duras nel 2017 e il Première Plume nel 2018, a riprova, oltre della profondità tematica e dell’incredibile vita di Évelyne, anche dell’accurato lavoro di Caroline nel mettere insieme la storia della donna e amica. Un omaggio, una promessa mantenuta, un diario di lavoro, questo libro è tutte queste cose messe insieme, ma, più di tutto, è una bellissima storia.