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La libreria dei gatti neri

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La festa dei ragazzini è andata bene, ma quello che hanno lasciato nel salotto di casa Vincis, una volta che tutto si è concluso, pare l’effetto di un tornado, uno di quelli che si abbatte sulla città e lascia devastazione e danni. C’è davvero di tutto: pezzi di torta spappolati sui mobili e sul tavolo, schizzi di bibite sulle pareti, resti di tartine e pasticcini ammonticchiati ovunque, vasi distrutti, pacchi regalo sventrati e abbandonati, patatine e popcorn disseminati sul pavimento. Lucia e Nicola, i genitori di Lorenzo, il festeggiato, si guardano con aria compassionevole, al pari di due partigiani che hanno visto la morte in faccia e l’hanno scampata per miracolo. Poi, rassegnati, cominciano a muoversi per ridare a quel salotto l’aria dignitosa che merita. Recuperato il cane Hendrix dal terrazzo – dove è stato sistemato per tutto il tempo della festa, per evitare che quelle piccole pesti lo bullizzassero – marito e moglie danno il via alle danze, con l’intento di rassettare, entro mezzanotte, l’intero ambiente. Lorenzo, intanto, è in camera sua, a fare la conta dei regali ricevuti. Quando suona il campanello, Lucia e Nicola sono convinti si tratti del genitore di uno degli ospiti che ha dimenticato qualcosa. Nicola apre la porta senza neppure verificare chi sia dall’altra parte. E fa male, perché un getto di spray narcotizzante lo investe senza dargli il tempo di reagire. Nicola perde immediatamente i sensi e viene sostenuto da un uomo alto, con il viso coperto da un passamontagna scuro. È lui che ha suonato e che, una volta trascinato Nicola nel corridoio, aspetta che Lucia si avvicini e narcotizza pure lei, con lo stesso getto di gas spruzzato direttamente sul viso. Quando poi Lorenzo vede la porta della sua cameretta aprirsi, brandisce uno dei giocattoli ricevuti in regalo e lo mostra fiero e sorridente a quello che immagina sia uno dei genitori. Il suo sorriso, però, si smorza subito, appena vede l’estraneo con il passamontagna avvicinarsi e spruzzargli qualcosa in pieno viso.…

Accantonati per un attimo Eva Croce, Mara Rais e Vito Strega – protagonisti dei precedenti lavori dell’autore – Piergiorgio Pulixi offre ai lettori un giallo capace di appassionare fin dalle prime righe gli amanti del genere. Pulixi non ha bisogno di presentazioni: sua è la penna che nel panorama del noir italiano più si distingue per l’incisività con cui mostra i personaggi, l’acume con cui ne rivela le pieghe più nascoste e la bravura grazie alla quale riesce a dar vita a intrecci ben congegnati, matasse ben difficili da sbrogliare. Questa volta l’autore scrive una vicenda che diventa immediatamente un must per gli appassionati del giallo classico: l’ispettore Flavio Caruso e la sovrintendente Angela Dimase devono scoprire chi sia l’uomo che, incappucciato e armato, è entrato a casa Vincis, ha immobilizzato tutti i componenti della famiglia e, nel tempo di una clessidra, ha imposto al padrone di casa il compito terribile di operare una scelta drammatica. L’uomo è stato costretto a decidere chi, tra la moglie e il figlioletto, lasciare in vita e chi invece consegnare alla furia omicida dell’uomo con il passamontagna. Compito ingrato, quello dei due funzionari, che ricorrono, per le loro indagini, all’aiuto di una figura singolare: un ex maestro, appassionato di gialli e affini, libraio. Inutile dire che la sua libreria, posizionata al centro della città, è specializzata in romanzi polizieschi ed è costantemente presidiata da due gatti neri – Miss Marple e Poirot, manco a dirlo – che hanno fatto del negozio la loro abitazione. Ironico, spassoso, carico di suspense e di umanità: leggere Pulixi è sempre una gioia e questo romanzo non è che l’ennesima conferma della cura con cui l’autore riesce a dar vita a intrecci complessi, per dipanare i quali è sufficiente tuttavia leggere tra le righe. Perché la soluzione, spesso, è più semplice di quanto si pensi.