Greta lavora nella libreria che ha aperto con la sua amica Sophie, ma adesso lei non c’è più, l’ha lasciata sola a occuparsi degli scatoloni pieni di libri da sistemare e dei conti da far quadrare. Dopo il funerale Greta, con un pianto che le ha deformato il viso, ha sentito il desiderio di scomparire, di ritornare nel grembo materno per sentirsi protetta dalle insidie del mondo. Ma non può farlo. Lena, la figlia adolescente che Sophie le ha affidato, è lì con lei e dovrà occuparsene, che lo voglia o no. Nella casa di Sophie si sente persa e Lena con la sua chiusura e il dolore per la perdita della madre non la aiuta. Apre gli scatoloni con i suoi libri e pensa che qualcuno di quei titoli potrebbe consigliarli alla ragazzina, che forse potrebbero aiutarla così come è successo a lei in adolescenza. Ne lascia qualcuno davanti alla porta nella speranza che li legga. Forse tornare a Milano da Letizia, sua madre, può essere una buona idea: ma una volta lì sente arrivare un attacco di panico e capisce di aver fatto un errore, che la sua famiglia disfunzionale non è la soluzione. La madre - che di mestiere fa la psicologa ma è piuttosto anaffettiva - comprende che quegli attacchi di panico spuntati dopo la perdita della sua amica vanno affrontati con l’aiuto di uno specialista ma le fa passare anche il messaggio svalutante che occuparsi di una adolescente non fa per lei. Per fortuna c’è zia Rita, la sorella della madre di Greta, che si sta occupando a tempo pieno della nonna Erminia, l’unica che le abbia mostrato un sincero affetto…

Nel romanzo sembra che la domanda sostanziale sia soprattutto: “Come si fa a superare un dolore?”. E la soluzione ce la offre la protagonista con quel suo modo silenzioso di accumulare libri davanti alla porta di Lena. E mentre cerca di aiutare la ragazzina a elaborare il lutto, la storia di Greta e le ferite nascoste pian piano creeranno un filo invisibile tra le due, che sanerà le profonde ferite e il dolore che le affligge. Un romanzo d’esordio lacerante che affronta svariati temi tutti declinati al femminile: il lutto, la maternità, lo stupro, il disagio psichico, i segreti, la famiglia. E i libri che Greta e Sophie amavano diventano balsamo per le ferite. Questo romanzo pone l’accento sull’importanza dei libri nel riuscire a creare legami, mezzi per superare le solitudini e costruire ponti per incontrarsi. L’autrice ci porta nel mondo degli adolescenti, tanto fragili e insicuri, e lo fa con mano ferma ma commovente e a tratti anche ironica, tanto da riuscire a far immergere il lettore in storie drammatiche con mano delicata.