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La luce all’improvviso

La luce all’improvviso

Daniele è davvero arrabbiato. Non sopporta l’idea di essere allontanato dalle sue amicizie, senza alcuna possibilità di replica. D’altra parte, come cerca di spiegargli sua madre, il padre ha avuto un’offerta di lavoro davvero interessante, una di quelle che non si possono rifiutare. E, se tra i danni collaterali c’è la necessità di un trasloco dell’intera famiglia dall’Emilia Romagna a Spino d’Adda, occorre fare buon viso e accettare. Ma Daniele ha diciassette anni, non gli importa un accidente del resto. Tutto ciò che vorrebbe è un motorino, ma sa che, nonostante l’aumento di stipendio sicuramente legato alla nuova posizione lavorativa del padre, il suo resterà un desiderio irrealizzato. Quindi, perché trasferirsi? Cosa potrà mai guadagnarci lui? Durante il viaggio, cerca di trovare nella musica consolazione alla tristezza: è consapevole di aver abbandonato le sue amicizie e i suoi punti di riferimento, inclusa Laura, che gli ha detto addio in lacrime. A dir la verità, non prova quasi più nulla per la ragazza. L’amore, alla sua età, nasce e si consuma alla velocità della luce. Al suo arrivo a Spino d’Adda, mentre i vicini curiosi cominciano ad osservare le varie fasi del suo insediamento nella nuova casa, Daniele cerca di isolarsi alzando il volume della musica e calcando un po’ di più il berretto in testa, in modo da poter osservare intorno a sé senza essere notato. E, mentre fa la spola tra l’auto e la porta di casa con i bagagli, qualcuno, nella casa di fronte alla sua, scosta le tende della finestra e guarda nella sua direzione. Si tratta di una ragazza e sta proprio fissando lui. Poco dopo, mentre Daniele è sdraiato sul letto della sua camera intento a leccarsi le ferite e a ripetere a se stesso che quel paese è morto e la sua permanenza lì sarà un inferno, realizza che la vicina, intravista poco prima attraverso il vetro, ha appena suonato alla porta di casa sua e ora sta parlando con sua madre. Si chiama Sara e ha riconsegnato il gatto di Daniele che, disorientato, graffiava e miagolava davanti alla porta sul retro. Mentre Sara imbocca il vialetto e rientra, Daniela la osserva e realizza che, forse, qualcosa di interessante in quel paese c’è...

Quello dello scrivere è un mestiere di pancia, una professione artigianale in cui un autore si trova a maneggiare una materia informe - la storia - e, con l’aiuto degli strumenti della sua personale cassetta degli attrezzi, cerca di dargli una forma e una consistenza degni di nota. La bravura di uno scrittore sta proprio in questo: trarre da una storia la migliore delle trame possibili. E Alessia Figini - brianzola, un’occupazione in banca come attività quotidiana - è partita, per il suo romanzo d’esordio, da un fatto di cronaca realmente accaduto e l’ha trasformato in una vicenda universale, fruibile da chiunque. L’autrice stessa ha dichiarato: “Quando ho conosciuto la vicenda di cronaca ho iniziato a interrogarmi su cosa potesse avere indotto un uomo a diventare un assassino. Pensandoci la storia ha preso pian piano vita, andando a indagare come i sentimenti e le emozioni possono condizionare la nostra esistenza, nel bene e nel male; come ognuno di noi, messo davanti a certe circostanze eccezionali, si possa trasformare, diventando un eroe o imbruttendosi a tal punto da diventare un potenziale assassino”. La storia d’amore di Daniele e Sara - una favola moderna che si trasforma in tragedia e scombina ogni equilibrio - è fatta di piccole cose, di complicità e di condivisione. E quando un evento drammatico ne sconvolge l’essenza, Daniele perde il controllo, non sa rialzarsi dopo la caduta, si perde nell’alcool e nei suoi propositi di vendetta, l’unico sentimento che riesca a tenerlo in vita. Ma il destino spesso stupisce e offre un’altra possibilità, fatta di nuove speranze e di nuove emozioni. Una nuova pagina piena di luce, quella che all’improvviso colpisce lo sguardo e permette di focalizzare l’attenzione su quanto di bello ci sia ancora da godere, su quanto di meraviglioso sappia ancora stupire, su quanto di tenero sia ancora in grado di aprire una breccia e insinuarsi nel profondo del cuore. Una storia di buio, certo, ma soprattutto di speranza, quella che, pur consapevole della profondità del dolore, aiuta a rimettersi in piedi e a riprendere il cammino lungo il percorso di quell’incredibile avventura che è la vita.