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La mano del santo

La mano del santo

Pressi di Ammenberg, anno Mille. Karl è un valoroso guerriero sassone che vaga di città in città. Nelle sue peregrinazioni trova una locanda che sembra molto accogliente e decide quindi di fermarsi per un pasto e un sonno ristoratore. L’imponente cuoca Marushka è amichevole e gli comunica che per cena verrà servito goulash. Karl, nonostante l’atmosfera gioviale, fiuta un pericolo ma non riesce bene a identificare quale. Inizia a mangiare e la carne sembra ottima. Dopo alcune cucchiate, però, la macabra scoperta: quella che sembrava una salsiccia è un dito umano. Riprendendosi dallo shock, con la coda dell’occhio, scorge la cuoca dietro di lui che tenta di ucciderlo con un lungo coltello da cucina. I riflessi del cavaliere però sono fulminei e riesce a colpirla alla gola. Karl si rende sempre più conto che i pericoli demoniaci si annidano anche nei luoghi più inaspettati. Forte di questa consapevolezza, decide di rifugiarsi in una piccola chiesa. Qui incontra un prete che dice di chiamarsi Ulrich, in compagnia di un uomo vecchio e gracile. L’anziano si presenta come il vescovo di Ratisbona e gli affida l’incarico di indagare su fatti tremendi che stanno accadendo in un monastero in costruzione, dove stanno sparendo persone e vengono ritrovati soltanto arti amputati. Karl accetta ma ancora una volta tiene la guardia alta perché sospetta che lo stesso vescovo sia al servizio delle forze del male. Un incarico pericoloso, contro forze potentissime, che avrà riverberi fino agli albori del nazismo, in indagini analoghe svolte da Ernst, un mite professore universitario di Vienna, grazie al ritrovamento di un misterioso scritto...

Paolo Ponga è un giornalista alessandrino e area manager di un’importante multinazionale del campo alimentare, con la passione per la scrittura. Pubblica, soprattutto su riviste specializzate, articoli di viaggio, subacquea, storia e ambiente. Per quanto concerne la narrativa ha già pubblicato Il cilindro di giada nel 2020, quindi questo suo La mano del santo è il suo secondo romanzo. Un buon thriller storico che si dipana su due epoche diverse, il Medioevo e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, collegate tra loro dalle forze demoniache che hanno portato, secondo l’ordito dell’autore, alla nascita del nazismo. La storia è ben costruita e la suspence rimane sempre alta, pur con salti temporali così ampli. Tutti i tasselli del racconto si incasellano alla perfezione e non c’è mai una sbavatura a livello di narrato. Le due storie parallele sono autoconclusive per proprio conto per poi culminare in un ulteriore finale che le accomuna e che svela il significato del romanzo stesso.