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La metà di niente

La metà di niente

Rose e Ben sono la coppia perfetta. Hanno una bella casa in un quartiere residenziale di Dublino, tre bellissimi figli e vent’anni di vita in comune. Una vita insieme piena di piccole e grandi cose che li hanno fatti crescere, tra gioie improvvise e dolori laceranti, come la morte del secondogenito Micheal. Rose e Ben sono la coppia perfetta, o almeno lo erano. Questo si ritrova a pensare Rose quando, una mattina, sente una frase che le trafigge il cuore: “Rose, non ti amo più”. Suo marito se ne va, senza nemmeno ammettere repliche. Il mondo di Rose, quello che conosceva e a cui si era abituata, crolla in mille pezzi. Chi è lei senza Ben? Come può dirlo ai ragazzi senza far trapelare la sua disperazione? Ben chiude la porta ed è come se in quella casa non volesse mai essere esistito, lasciando intendere a Rose che, per quanto lo riguarda, un ritorno di fiamma è più che escluso. Dopo un primo momento di completo sbandamento, Rose cerca si tira su le maniche e, per amore dei figli più che per sé stessa, si rimette in carreggiata. E a mano a mano che scava dentro il suo passato, Rose si rende conto di quanti anni ha lasciato correre, quanto tempo ha passato ad aspettare senza mai iniziare a vivere davvero. Ma ora il tempo è scaduto. Rose è stanca di aspettare chi, per lei, non si è guardato nemmeno indietro...

Un libro sulla rinascita di una donna la cui vita era stata solo accennata. Un romanzo in cui l’autrice irlandese scava a fondo nel dolore di una donna che, come in un brutto sogno, perde il pilastro che l’aveva sorretta per vent’anni. È come se Rose non fosse mai esistita all’infuori del suo ruolo di moglie e madre amorevole, come se non le fosse stata concessa più vita di così. L’immagine del dolore che la paralizza mentre il mondo va avanti intorno a lei è molto calzante, ma, purtroppo, non basta. Lo stile dell’autrice è godibile, il libro scorre piuttosto bene, ma non aggiunge niente di nuovo a una trama abbastanza prevedibile. L’idea di una donna che, dopo anni vissuti passivamente, si sveglia tutto d’un colpo è già sentita, probabilmente sulla sensazione di déjà vu influisce anche il fatto che il romanzo sia uscito nel 1997. Altra pecca su cui è difficile soprassedere è la scarsa credibilità che pervade tutto il romanzo, in particolar modo nella seconda metà. Rose, distrutta dalla rottura, mette anima e corpo in cucina e trova subito lavoro, come se le fosse piovuto dal cielo, come se l’aspettasse aspettata. Era così facile trovare lavoro in Irlanda negli anni Novanta? In sostanza, si tratta di un libro che non spicca né per originalità né per la credibilità dei personaggi.