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La mia Rai

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Vito Molinari è il regista che ha diretto la prima trasmissione ufficiale della televisione italiana, alle 11 del 3 gennaio del 1954, presso il centro di Produzione di Milano, bianco e nero ovviamente. Era il più giovane di un gruppo di giovani teatranti scelti dal direttore Sergio Pugliese (dirigente Rai e prima ancora Eiar, letterato proveniente dalla radio) per previlegiare la parte visiva rispetto all’audio. Qui e ora Molinari (Sestri Levante, 6 novembre 1929) ripercorre la propria vita e tutte le “trasmissioni” che ha seguito nei decenni di onorata carriera. Scrive Aldo Grasso nella prefazione: “Quando nasce in Italia, la televisione è in mano a una élite, prima di stampo liberale e poi cattolico… rispecchia lo spirito di una borghesia medio-alta e si rivolge a quella stessa borghesia, la sola in grado di acquistare il costoso apparecchio… inoltrarsi nelle pagine di Molinari è come partecipare dal vivo a quell’atmosfera, a quella scoperta, quell’incanto…”. L’autore è stato via via regista di programmi e riviste, di varietà e serie, di festival (come Sanremo) e commedie, di dibattiti e quiz: l’elenco è lunghissimo, oltre duemila produzioni, di tutto e di più. Ha frequentato e diretto gran parte delle famose personalità della televisione pubblica, i volti noti a ciascuno di noi; si è adattato a gelosie e tempeste (come la censura a Dario Fo e Franca Rame, Canzonissima del novembre 1962); è stato coinvolto in storie e aneddoti personali, metabolizzandoli senza sciatteria e pruderie; ha contribuito all’intera evoluzione del mezzo, dalle fasi pioneristiche alle invenzioni contemporanee. Adesso segue le immagini con nipoti e pronipoti, l’incipit del suo testo è presentato come “antefatto postumo”, il 15 ottobre 2017 sul divano con la quattordicenne Maria davanti allo schermo per vedere Teche, teche, tè, la riproposta delle vecchie trasmissioni della sua “Paleo-televisione”, la ragazzina davvero divertita e soddisfatta…

Il volume si apre con gli “antefatti” personali che consentono di conoscere i principali aspetti biografici di Vito Molinari (Genova, il teatro, la moglie cui il volume è dedicato e così via) e poi ripercorre anno per anno, dal 1953 ai duemila le principali trasmissioni della Rai, il prima e il dopo, gli incontri e le dinamiche, molte pagine corredate di piccole fototessera d’epoca dei protagonisti. Ritroviamo subito la grande Milano (appena trasferitovisi) e la tv sperimentale (senza maestri) del primo dopoguerra, la sacralità dell’annunciatrice e le immediate riprese esterne di dieci messe, sempre intervallando cronache professionali e vicende personali, come il matrimonio del 24 febbraio 1954 nella chiesa di Albaro con l’amata Hilda Toselli (scomparsa dopo lunga e dolorosa malattia a inizio 1994) e il viaggio di nozze per conoscere meglio l’Italia con una cinquecento prestata, dalla Liguria ad Assisi. Curatore del libro è lo stesso direttore del marchio editoriale, Vincenzo Gueglio, che ha pubblicato negli anni scorsi altri testi dell’autore su singole trasmissioni o figure storiche. In questo volume la rassegna è, invece, organica e completa, scopriamo tanti retroscena e curiosità su quanto abbiamo visto in tv quasi ogni sera, con una trattazione meticolosa e frizzante per ognuno dei circa cinquanta anni e, poi, con un lungo capitolo finale riassuntivo del ventennio 2000-2020, nel quale si moltiplicano pure premi e collaborazioni esterne per Molinari.