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La mia rinascita

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Ce l’ha fatta Francesca a vincere quella estenuante e maledetta battaglia. È felice, perché sarà il Natale della sua terza vita. Prova una felicità che non si può spiegare, fatta di vecchie emozioni, quelle che già conosce, ma creata anche da nuove sensazioni che non ha mai provato prima. Le sembra riduttivo definire “vittoria” quella strana stretta allo stomaco condita da gioia pura. L’avrebbe chiamata così sul campo da tennis, ma nella vita è diverso. Si sente sollevata, le sembra di essere in un mondo ovattato, dove tutto è meraviglioso, dove ogni cosa è al proprio posto, pronta a donare felicità. Finalmente può organizzare una festa, così come ha sempre sognato e sperato. Trova l’aiuto di molti nella preparazione di questo ricevimento in grande stile. Un menù ricco e una bellissima tavola addobbata attendono gli ospiti: sono gli amici, quelli che le sono stati accanto nei momenti più difficili e soprattutto saranno presenti i suoi genitori, che hanno rappresentato la sua forza. Così la taverna della casa in Franciacorta si popola di affetto, amore, forza, lacrime di gioia e di tutte quelle persone, che davvero contano. È da qui che Francesca vuole ripartire, ancora una volta. Nel tennis, che è la sua vita, ha dovuto farlo tante volte, contando unicamente sulle sue forze e sulle sue capacità di ottima tennista. Questa volta le cose stanno diversamente, perché non è più solo una questione di forza, ma anche di sacrificio, di volontà e di supporto altrui. Non è una partita, ma “la partita”, quella che fa paura, quella che pensi di non poter mai vincere e che ti toglie il fiato, sino a farti star male. Ti rendi poi conto, che il maggiore ostacolo è dato dalle tue insicurezze: così diventa una partita dura, durissima, che non bisogna avere timore di giocare. Quella casa in Franciacorta è una reggia per Francesca. È qui che è nata la sua mamma, in questa semplice casa di campagna, che è sempre stata piena di gente, quelle persone che ama e che la amano. Un’abitazione umile, che i suoi genitori conservano come un gioiello, sin da quel 1980, quando Francesca nasce…

Un’autobiografia colma di entusiasmo e di forza di volontà questo La mia rinascita. Come ho affrontato la partita più dura della mia vita di Francesca Schiavone, celebre ex tennista italiana. Un libro che parla di rinascita dopo la malattia che l’ha improvvisamente colpita, ma che allo stesso tempo narra della sua passione per il tennis, che rimane l’argomento fulcro del racconto. Ed è proprio da un improvviso affaticamento, che la donna sente giocando a tennis, che partono i suoi sospetti, sino alla scoperta di un linfonodo al collo. La Schiavone si sottopone agli accertamenti del caso e la diagnosi le piomba addosso come un fulmine a ciel sereno: tumore e della peggior specie. Francesca si sente mancare le forze, pensa di aver perso tutto e sicuramente mai si sarebbe aspettata una notizia così terribile. Si vede particolarmente magra, ma si sente bene e proprio non capisce come possa essere successo. Le crolla il mondo addosso, ma per fortuna non è sola. In tanti la amano e quello che Francesca fa, è proprio circondarsi di queste persone, per ritrovare attraverso loro, tutta la propria tenacia. Si rende conto, così, di essere più forte di quello che crede, pronta a sconfiggere il maligno. Nel suo La mia rinascita, la Schiavone riesce a darsi al lettore, facendo una presentazione di se stessa a tutto tondo, attraverso una scrittura semplice e mai banale e una forma che dona alla lettura armonia e la giusta leggerezza. La Schiavone racconta la sua vita, presenta i suoi genitori, narra delle emozioni, della sua passione per il tennis, di quanto sia stato faticoso costruire “mattone su mattone” quello che è oggi. Parla dei sogni realizzati e di quelli infranti, delle soddisfazioni e dei dolori, in maniera obiettiva, aperta, qualche volta velatamente cinica. Racconta della sua malattia, senza far trasparire alcuna ricerca di commiserazione e non vestendo mai i panni dell’eroina. Francesca consegna al lettore le sue paure e il suo sgomento, disegnando la sua figura in maniera fortemente umana. Allo stesso modo, restituisce a chi legge la sua forza e soprattutto la necessità di chiedere aiuto. Quest’ultima parte del messaggio che l’ex tennista vuole far passare attraverso il suo libro, è forse quella più importante o quanto meno quella che più colpisce. Spesso l’animo umano che si trova di fronte a estreme difficoltà o particolari paure, tende a chiudersi in se stesso e a ricorrere unicamente alle proprie deboli forze. Francesca Schiavone sottolinea con grinta, quanto sia fondamentale e urgente chiedere aiuto e che mai bisognerebbe vergognarsi di farlo. Oggi l’ex sportiva italiana è guarita, pronta a ricominciare, sostenuta dall’amore della sua compagna.