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La mia vita non proprio perfetta

La mia vita non proprio perfetta

Katie Brenner è una ventiseienne originaria del Somerset che sogna una vita londinese modaiola e all’ultimo grido. Lavora per l’agenzia di branding Cooper Clemmow con moltissimi clienti importanti, la cui capa è Demeter Farlowe, una donna di circa quarantacinque anni, affascinante, carismatica e che anticipa i trend, partecipa alle inaugurazioni dei ristoranti più in voga e ad eventi pazzeschi. Katie in ufficio si fa chiamare Cat per avere un’aria più cittadina, segnata dall’esperienza di uno stage a Brimingham durante il quale l’hanno battezzata “Katie la contadinotta”. È l’ultima arrivata in agenzia e non riesce a farsi notare dalla sua capa, sempre distante e immersa nel lavoro. Ben presto conosce Alex Astalis, il manager che gestisce la Cooper, figlio di un imprenditore pubblicitario noto in tutto il mondo, e ne rimane subito affascinata. Ben presto però Katie viene licenziata e inizia a trovarsi in seria difficoltà: la vita londinese è troppo cara (già lo era quando lavorava, figuriamoci adesso), vive in una stanza minuscola di un appartamento condiviso con altri due ragazzi e non sa come andare avanti, non riesce ad avere non solo un nuovo lavoro, ma neanche qualche colloquio. Nonostante ciò, continua a pubblicare foto brillanti su Instagram, spesso non sue ma frutto di scatti rubati, per mostrare a tutti la sua vita perfetta nella City. Trovandosi ancora nella stessa situazione, poco tempo dopo, approfitta della proposta del padre e della compagna Biddy, accettando di aiutarli ad avviare la loro nuova attività: un gampling immerso nella campagna del Somerset. Inventandosi un’aspettativa di sei mesi dal lavoro, Katie li raggiunge e capisce che non è proprio la fine di tutto...

La mia vita non proprio perfetta è un romanzo leggero, con lo stile brioso e divertente di Sophie Kinsella, appassionante e a tratti romantico. Katie non vuole arrendersi: il suo sogno più grande è quello di vivere nella scintillante e modaiola Londra, con locali trendy, i mercatini di Portobello, e l’energia che sprizza questa città cosmopolita. Katie è decisa, determinata, ha chiaro il suo obiettivo e si alza ogni giorno con solo quello in mente, poco le importa se è costretta a vivere in una stanza minuscola senza neanche un armadio e impiega ore a raggiungere il suo posto di lavoro, dall’altra parte della città, perché non può permettersi di vivere più vicina. Si scontra spesso con la sua capa, che rappresenta lo stereotipo della donna in carriera, autoritaria, nemica dei suoi sottoposti, concentrata e alla moda, un personaggio di grido nella vita lavorativa, ma una madre e una moglie assente, un disastro quindi nella vita privata; come se fosse impossibile per una donna di successo andare d’accordo con altre sotto di lei, forse per paura di essere sostituita da una più giovane. Allo stesso tempo, nonostante le ferite che ciò causa in Katie, quest’ultima si sente affascinata e scambierebbe volentieri il suo modo di vivere con la vita perfetta di Demeter. Ma le apparenze spesso ingannano e l’amore della famiglia, di un compagno di vita, la serenità e solidarietà in amicizia, così come la soddisfazione personale e la coerenza con i propri ideali spesso fanno la differenza, anche sul lavoro.