Salta al contenuto principale

La morra cinese

La morra cinese

Pineta e Pisa. Maggio 2023. Il barista matematico cinquantacinquenne Massimo Viviani e la quasi quarantenne fidanzata vicequestora Alice Benedetta Martelli hanno Matilde dal 2 giugno dell’anno prima, che allieta la vita nella ristrutturata villetta in zona san Sisto (su due piani, con giardino), pur svegliandosi spesso di notte. Anche la spigliata avvenente Tiziana Guazzelli, socia comproprietaria e cogestrice del Barlume e del ristorante attiguo, da otto mesi ha avuto il figlio Michele con il marito Marchino (sommelier bravo con vini e bimbi). Massimo e Tiziana sono preoccupati per i tavolini all’aperto e il relativo costo della concessione di occupazione di suolo pubblico. Come sempre, i quattro vecchietti (e tutti gli avventori) hanno molto altro di cui discutere, la novità è che il centrodestra ha vinto le amministrative (pure); l’89enne Pilade Del Tacca, ex impiegato del comune, e soprattutto Ampelio, ultranovantenne diabetico ex ferroviere padre della giramondo Gigina e nonno di Massimo, parlano di sventura e contestano; il coetaneo Gino Rimediotti, ex postino, e l’ultraottantenne gourmet Aldo Griffa, terzo socio della CrostataGranata s.r.l., fanno da bastian favorevoli. Solo che non si può stare un attimo ad azzuffarsi tranquilli: la nuova amministrazione ha deciso di vendere il Bosco Torto, vasto terreno scosceso dalle colline al mare, forse soggetto a usi civici, e il giovane laureando abruzzese Stefano Mastromartino, ventiseienne ricercatore di carte antiche, viene buttato giù da una delle finestre comunali nei piani alti, non è escluso avesse rintracciato anche una mitica lettera di Giacomo Leopardi. Il barrista resta sulle sue, s’occupa di figlio e permesso, legge un libro su complicati fantasiosi meccanismi elettorali; poi però interrogatori, indagini e sospetti di Alice (esperta di fisica, economia e legge) finiscono per coinvolgerlo, e, pur non riuscendo ad approfondire i possibili moventi, si mette a costruire utili mappe mentali, modelli matematici e disegni esemplificativi...

Lo scienziato scrittore (già allievo di conservatorio e buon pongista) Marco Malvaldi (Pisa, 1974) è una garanzia di piacevole divertente intrattenimento giallo. Qui tornano gli spassosi toscanacci apparsi nel 2007 e già protagonisti di nove romanzi e una decina di racconti, mentre i connessi vari episodi televisivi (su Sky) hanno sceneggiature originali e tracce ormai autonome. Come sempre, la narrazione cartacea è in terza varia al passato, ancora una selva (sempre meno oscura) di dialoghi, arguti ed esilaranti, all’interno del BarLume e nei vari separati contesti. Approssimate tutte le età dichiarate, evolvono con i romanzi e ormai ci si avvia allegramente ai centenari. Il titolo ruota intorno ai vincoli circolari della morra cinese: qualcosa o qualcuno che comanda su altro, che a sua volta comanda su altro ancora, che pure infine comanda sul qualcosa o sul qualcuno iniziali. Via via emergono i tanti possibili colpevoli, personaggi “interessanti”, descritti con arguzia e originalità. Normale e normalisti dietro l’angolo. La squadra investigativa è funzionalmente corale, il mistero si risolve con misura e sensibilità sociale, commentando ad alta voce tutto di tutti. Per l’ultimo passo un aiuto viene dalla bottiglia di Baron de L, annata 2015, trovata in cantina e donata da Aldo ad Alice e Massimo. Che Giacomo nel 1830 a Firenze si fosse invaghito di Aspasia, ovvero della dotta allettatrice nobildonna Francesca Fanny Ronchivecchi, è assodato, lei moglie del medico e botanico Antonio Targioni Tozzetti. Segnalo il momento Stepanov (severo allenatore bulgaro), a pag. 217-218. Forse non è il migliore della serie, la lettura è comunque sapientemente godibile, evviva la tradizione (non solo italiana) del giallo umoristico, ove sempre prevalgono garbo, leggerezza, cultura e sorriso (per quanto abbastanza noir e criminali). Ottimo sempre un rum agricolo, ma qui è il moscato a essere importante. In cuffia s’ascolta gran musica degli anni ’70 (dai Genesis in avanti), provar non nuoce.