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La morte dei re

La morte dei re

Fine IX secolo. Re Alfredo ha posto sul trono del Cent, facente parte del regno di Wessex, il figlio primogenito Edoardo. Questo è l’annuncio che padre Willibald porta a Uhtred di Bebbanburg, che in verità è già a conoscenza della cosa e si domanda quanto impiegherà il giovane e inadatto principe a mandarlo in malora. Mentre il guerriero si riposa dalle battaglie amministrando pascoli e greggi, il vecchio prete dichiara che ha da consegnargli anche un messaggio da Edoardo in persona. È una gelida domenica invernale e le chiacchiere tra i due vengono interrotte dall’arrivo di un gruppo di banditi che li costringono a una fuga precipitosa attraverso il bosco. Uhtred rimpiange di non avere con sé la sua preziosa lama, Alito di serpente e si domanda chi possa avere l’ardire di attaccarlo. Willibald viene catturato e solo l’intervento del pastore Egbert e dei suoi feroci cani mette in fuga gli assalitori giunti dalla Mercia. Catturato un membro del gruppo di briganti, scopre che ad assoldare la banda è stato un uomo calvo e senza un occhio, nulla più. Scampato il pericolo, dalla delegazione di cui fa parte Willibald, Uhtred apprende che re Alfredo è sempre più stanco e malato e ha scelto di stringere alleanza con re Eohric, sovrano dell’Anglia orientale, un danese convertitosi al cristianesimo. La missione che il vecchio re vuole affidargli è raggiungere il nuovo alleato e stabilire i termini del trattato, con alleanze solide alle spalle del Wessex il giovane Edoardo non correrà il rischio di essere detronizzato alla morte del padre. I nemici del regno in questo momento sono Cnut e Sigurd, condottieri danesi della Northumbria, temuti anche da Eohric. A sbalordire Uhtred è però ben altro. La delegazione formata anche da cinque preti, gli chiede non solo di guidarli nell’Anglia per stringere l’alleanza, ma persino di consegnare al re un dono assai prezioso. Si tratta di uno scrigno d’argento tempestato di pietre preziose che al suo interno custodisce una reliquia di inestimabile valore: la lunga lisca di un pesce senza testa, uno dei due pesci con cui il Signore sfamò cinquemila uomini. Tra stupore e sarcasmo Uhtred sa che comunque accetterà la missione. Non è cristiano, ma il suo cuore è legato a Æthelflaed, la figlia di Alfredo, solo per lei ha messo la sua spada al servizio della Croce...

Nel sesto volume dedicato alle storie dei re Sassoni, Bernard Cornwell, insegnante, giornalista e scrittore da oltre 30 milioni di copie, racconta il passaggio di consegne tra il vecchio e morente re Alfredo, che rincorre fino all’ultimo respiro il sogno di un regno unito, e il giovane e ancora inesperto erede Edoardo, succube dei preti e dell’ingerenza della regina madre, costretto a nozze di convenienza, incapace di imporsi. A vegliare sul regno del Wessex, nonostante intrighi e sabotaggi a suo danno, è sempre il valoroso condottiero Uhtred di Bebbanburg, che con le sue lame imbattibili è pronto ad andare in battaglia contro lo Jarl Cnut e la sua spada “Collera Ghiacciata”. Un nemico ancora più feroce però lo incalza, l’ambizioso danese Sigurd Thorrson, che ha dalla sua parte il nipote di re Alfredo: Æthelwold, smanioso di riconquistare il trono di cui è stato, a suo dire, defraudato. Uhtred non ha intenzione di venire meno al suo dovere, ma detesta restare ancorato a un ruolo difensivo, il suo cuore brama lo scontro aperto: “Sono stanco di essere considerato lo scudo della Mercia. Voglio diventare la spada dei Sassoni”. Attitudine che lo porta a vincere numerose battaglie e proteggere coloro che ama, inclusa la figlia del re, la coraggiosa Æthelflaed. Gli spostamenti migratori dei popoli in cerca di risorse e nuove opportunità rappresentano un tema senza tempo, secondo alcune passate dichiarazioni di Cornwell al “Guardian”, noto quotidiano È britannico. È questa una delle ragioni che ha spinto la BBC a investire nella serie The last Kingdom (2015-2022), dedicata al regno di Re Alfredo (il personaggio di Uhtred è interpretato dall’attore tedesco Alexander Dreymon, re Alfredo dall’attore teatrale David Dawson). Temi moderni perfettamente inseriti nel contesto delle storie dei Sassoni, che possono condurre verso interessanti spunti di riflessione.