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La morte è il mio mestiere

La morte è il mio mestiere

Jack McEvoy è un giornalista molto apprezzato per i suoi trascorsi da reporter di cronaca nera e per aver scritto due libri di successo. Il fiuto per le storie violente ce l’ha nel sangue, ma da circa dieci anni ha interrotto la sua carriera di scrittore e non si occupa più di feroci serial killer. Per guadagnarsi da vivere scrive sul «FairWarning», un sito di notizie impegnato a smascherare ogni tipo di raggiro. Nelle ultime settimane Jack è stato impegnato a scrivere un rilevante articolo sulle frodi di un importante truffatore di Los Angeles, un certo Arthur Hathaway, e ora non gli resta che inviarlo al suo capo Myron Levin e all’avvocato William Marchand. La giornata di Jack sembra volgere al termine, ma davanti al suo garage trova inaspettatamente ad attenderlo il detective Mattson e il detective Sakai del Los Angeles Police Department. I due poliziotti stanno indagando sulla morte di quattro donne ed hanno qualche domanda da fargli in merito ad una delle vittime, Tina Portrero, ritrovata morta qualche giorno fa nel suo appartamento con il collo spezzato. Jack aveva conosciuto Tina Portrero un anno fa al Mistral, un locale vicino al suo appartamento. Di quella sera ricorda di aver bevuto un paio di drink in compagnia della donna e poi di esserci finito a letto, ma dopo quell' incontro non l’ha più rivista. Dalle indagini è emerso che la donna teneva sul suo comodino i due bestseller di Jack e il suo numero di telefono in rubrica. Sono bastati soltanto questi piccoli indizi alla polizia per includerlo tra gli indiziati. Jack McEvoy intervista i parenti delle vittime scoprendo così che tutte e quattro le donne prima di morire, avevano svolto delle analisi genetiche presso la compagnia GenoType23. Inoltre, il Dna delle vittime è stato incluso tra quelli che presentano una specifica struttura cromosomica nota come DRD4, che secondo alcuni ricercatori indica una tendenza ai comportamenti a rischio, tra cui la dipendenza dalle droghe e dal sesso. Non esiste una normativa chiara sulla compravendita e il controllo dei dati genetici e dietro al decesso di queste donne si potrebbe celare un serial killer che usa il Dna per trovare e identificare le proprie vittime...

La morte è il mio mestiere è il terzo romanzo dell’affermato scrittore americano Michael Connelly e fa parte della serie del reporter Jack McEvoy dopo Il poeta e L’uomo di paglia. Nonostante non sia tra le migliori opere dell’autore, è pur sempre un thriller ben costruito, ricco di suspense, colpi di scena e affronta temi purtroppo molto attuali e controversi che riguardano la violenza sulle donne, la sicurezza dei dati genetici e la tutela della privacy. La ricerca genetica di cui si parla nel libro e le leggi che la regolamentano sono basate su fatti reali.