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La neve sotto la neve

La neve sotto la neve

Tallin, Estonia. Il vecchio Jaak Israel, nonostante i suoi ottantatré anni e la neve alta che durante la notte è scesa copiosa sulla città, come ogni mattina porta il suo cane Kelev a passeggiare. Quando l’animale comincia a correre per inseguire un tram, Jaak non lo insegue, perché sa benissimo che lo ritroverà davanti alla Nikolai Kirik, la chiesetta di legno che inspiegabilmente produce sulla bestiola una specie di delirio mistico. Ma quella mattina, poco prima che il suo padrone riesca a riacchiapparlo, Kelev ricomincia a correre verso l’area dei vecchi baraccamenti abbandonati degli operai, situati in una zona desolata di Tallin e per niente facile da raggiungere. Jaak avanza a fatica nella neve alta fino a raggiungere il cane che, vicino a un grosso parallelepipedo di neve, ha cominciato ad abbaiare. Dal grosso cumulo spunta un braccio nudo, sul quale la neve scivola via senza fermarsi. Il cadavere è quello di una giovane donna, ma per il commissario Marko Kurismaa non sarà per niente facile identificarlo. Nella ricerca gli viene in aiuto Kristina Lupp, della sezione Crimini Domestici con la quale Marko ha un legame particolare. Gli indizi però sono miseri: un possibile testimone in coma farmacologico, una misteriosa auto “senza motore” e poco altro. Ma è la neve, in questo momento, il loro peggior avversario, che nella notte ha coperto, nascosto e confuso ciò che poteva diventare una traccia. Le poche piste battute arrivano tutte a vicoli ciechi, fino a quando Marko non intuisce che il suo peggior nemico, quel mantello bianco che tutto nasconde, potrebbe invece essere il suo più valido alleato, perché nei suoi strati forse è stato conservato il tempo e il modo di una morte violenta…

Alessandro Perissinotto e Arno Saar sono due facce della stessa medaglia. Lo scrittore torinese in carne ed ossa e il suo alter ego baltico uscito allo scoperto con questo romanzo confezionano la seconda indagine dedicata al commissario Kurismaa, tipo strano e affetto da una fastidiosa narcolessia che produce in lui effetti a volte devastanti. In gioco, la vita di altre ragazze che probabilmente sono cadute nelle mani di chi ha ucciso la misteriosa giovane. Inusuale l’ambientazione, a tutti gli effetti coprotagonista nello svolgimento di questo giallo che nella città di Tallin, affacciata sul Mar Baltico, fa affondare vittime, carnefici e poliziotti dentro uno corposo strato di neve candida e gelata. La morte senza sangue della povera ragazza appare cristallizzata dal gelo di un inverno nordico al quale il commissario è abituato e che ama. Si scivola bene e velocemente seguendo le piste imbiancate che Marko e Kristina devono scandagliare ed è interessante l’idea che quella stessa neve che il commissario ama ora gli sia nemica, perché in grado di occultare ogni possibile traccia utile. Si scava, letteralmente, nel tempo congelato e trascorso tra la morte della ragazza e il suo ritrovamento. La neve sotto la neve appare inoltre come un titolo quasi metaforico, perché sta a significare tutto ciò che sta sotto e che non si vede: substrati psicologici e doppie vite, intrighi e panni sporchi nascosti dove non si vorrebbero far trovare. Persino negli effetti della narcolessia sul commissario si possono ritrovare tracce dell’immobilismo e del congelamento a cui sembrano destinate le indagini. La paralisi ipnagogica nella quale i muscoli di Marko rischiano di cadere pare il filo di una lama sopra la quale personaggi stanno camminando. Da un lato la soluzione e la cattura dell’assassino, dall’altro l’archiviazione del caso e la caduta in un sonno profondo.