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La nota perfetta

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Melody, nome d’arte di Elisabeth, si becca sempre con la mamma che continua a chiamarla con il suo nome di battesimo e viene sempre messa a tacere dalla figlia con la stessa identica frase: anche se lei si è rifatta seno e labbra, non le viene mica sempre detto che sembra una Barbie di plastica! E la mamma di regola si offende. Da qualche mese Melody sta pubblicando le canzoni che scrive e interpreta sul suo canale YouTube e ha un discreto seguito di follower che aumentano sempre di più, forse perché sempre più ragazzi si riconoscono nelle sue parole arrabbiate. Lei vorrebbe essere diversa, non si piace, si sente una sfigata, una provincialotta e questo da quando ha lasciato la campagna della bassa padana per andare a vivere a Milano. Dall’accento al look si sente un disastro. E ci si mette pure la parrucchiera che le ha sbagliato il taglio: un caschetto su una nuca rasata. Ma dalla sua Melody ha la musica, è ciò che più conta. Alcuni giorni prima di Natale becca il padre con un’altra. Un attimo prima di essere visto lui le manda un messaggio in cui le spiega che non può andare a prenderla all’allenamento di pallavolo perché è impegnatissimo con dei clienti giapponesi. Invece... è con la sua bionda segretaria impegnato a fare sesso in macchina. La separazione dei suoi genitori: è questa la causa del trasferimento a Milano di Melody, perché il padre se ne va di casa la sera stessa che la figlia lo coglie in flagrante. Lei non gli rivolge più la parola, né vuole vederlo. Lui alla moglie dice soltanto che la loro relazione si è logorata e che gli serve tempo per riflettere, ma nel frattempo si trasferisce a casa della segretaria bionda...

I ragazzi, la difficile età dell’adolescenza, quando magari alle complicazioni di affrontare la vita si aggiunge anche la separazione dei genitori, perdita di un punto fermo che mette in discussione tutta la loro esistenza fin lì. Poi, però, per fortuna c’è la musica che aiuta a guardare oltre, soprattutto quando si hanno le idee chiare e la caparbietà di Melody - Elisabeth. La musica la lega a doppio filo a quel nonno Andreino che adora, ispirato ad Andreino Riva, musicista e nonno della scrittrice che ne fa, con molto amore, l’eroe del romanzo, una persona speciale che Melody rispetta e ammira per la saggezza, la capacità di comprenderla sempre e anche per quel passato da musicista non ancora finito (scrive ancora canzoni e lei troverà tracce del suo passaggio e foto anche a Londra). Fondamentalmente però, nonostante la rabbia e la voglia di arrivare al successo per svincolarsi dai legami familiari e da qualsiasi legame possa allontanarla dai suoi obiettivi, la “nota perfetta” è l’amore che le travolge i pensieri, la fa soffrire, ma alla fine la premia sotto ogni punto di vista. Un libro leggero, ma consistente nei sentimenti, nella grande tenerezza di alcuni momenti, che a volte fa sorridere perché Melody non le manda certo a dire! Da leggere tutto d’un fiato per tornare ragazzi, quando la musica faceva ugualmente parte della nostra vita, anzi, ne era la componente principale. Ed è con un po’ di nostalgia che si arriva alla fine del libro, perché per un attimo abbiamo ritrovato noi stessi come non siamo più. Bellissimo il legame che lega Melody al suo nonno tecnologico che nonostante il suo amore dichiarato per carta e penna, non si tira indietro a mandarle messaggi di incoraggiamento via cellulare, ricordandole sempre di essere se stessa, di rispettarsi e di fare sempre ciò che le suggerisce il cuore.