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La notte del Nord

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Giovane, bella, solare, con la passione per i viaggi, Laurence Di Malta si trova per caso in un vicolo di Bruges e sulla soglia di una taverna vicina al beghinaggio incontra il pittore Herman Kuttner. Passano la notte a bere e chiacchierare e il giorno seguente, complice una concatenazione di eventi all’apparenza insignificanti, si rivedono e diventano amanti. Sembra così semplice, così naturale. Ma lasciando all’alba l’atelier dell’artista Laurence non si accorge del fitto muro di nebbia sorta dal mare e diffusa dai canali che, come un segno premonitore, la segue fino al suo hotel. La sera, volendo ritornare da Herman, continua inspiegabilmente a perdersi nella stradina dove l’ha visto la prima volta, finché un’ombra si stacca dal muro e le indica una finestrella debolmente illuminata. Arrivata alla casa, si trova davanti Kuttner. È lui, e nello stesso tempo non lo è, se lo sente nel cuore. Quando poi rientra in albergo non sa neppure lei che le sia accaduto. Lo ha vissuto davvero o solo sognato? Ma è certa che quell’uomo, con le sembianze dell’altro che ama e che la sottomette al proprio volere, è sicuramente un demone... Vive sotto falso nome, con i documenti intestati a un certo Percy Brumer che probabilmente non ha fatto una bella fine, si è stabilito al mare, dove ha acquistato un serbatoio idrico abbandonato e il vicino mulino, ha tre complici e uno spaventoso progetto omicida che richiede un lungo tempo per essere realizzato. Ha anche uno strano amore. Si chiama Dolly ed è una ragazzina paralitica a cui resta poco da vivere. Brumer si rende conto di averla amata dall’istante del loro primo incontro. Ed è per lei, ormai entrata nel territorio evanescente dei ricordi più cari, che la determinazione a portare a termine il suo piano vacilla... Il tredicenne Frédéric de Marck viene mandato a trascorrere le vacanze di Natale nel castello di S. che appartiene a suo zio, il conte Godefroid de Marck. Si dice che il maniero sia infestato dal diavolo e il viaggio per raggiungerlo, attraverso una corsa nelle tenebre su ripidi viottoli che spariscono nella spessa foschia, è terrificante. Giunto a destinazione, il bambino viene informato che il suo vecchio parente e il suo domestico soffrono entrambi di insonnia e conducono una vita notturna scandita da orari singolari che gli lasciano parecchie ore libere per esplorare le molte stanze. In uno dei suoi vagabondaggi sente una voce provenire dalla soffitta. Apre la porta e quello che vede lo lascia senza fiato dalla paura...

Gérard Prévot, esponente di spicco della scuola belga del bizzarro, trova il suo spunto narrativo in fantasmi, creature degli inferi, esseri di un altro mondo. Ma il vero protagonista dei suoi racconti, come di gran parte di quelli della precedente raccolta Il demone di febbraio, è il gelido paesaggio del Nord, con la sua bruma sinistra che confonde i contorni delle cose e rende incerti i pensieri. Difficile immaginare in un diverso scenario la soggiogabile Laurence e la presenza maledetta che ostacola la sua storia d’amore, o il protagonista de “Gli sparti” e la misteriosa missione che deve compiere, o lo spettro trasparente come un raggio di luna relegato in un sottotetto, grigio di polvere e col sudario stazzonato, malinconico e infelice come il Fantasma di Canterville. Queste pagine offrono un godibile assaggio dell’eleganza della scrittura del maestro del fantastico per la prima volta tradotto in italiano da Alcatraz e dell’originalità dei suoi intrecci che inducono a riflettere sulla fragilità della condizione umana. Sembra infatti che un destino inesorabile intrappoli i suoi personaggi non lasciandoli sfuggire. Jean-Baptiste Baronian, scrittore che lo ha frequentato e conosciuto bene, dice di lui nell’intervista a chiusura del libro: “Era assolutamente convinto che la realtà fosse solo un velo. Ripeteva spesso che tra il fantastico e il mondo reale c’era pochissima distanza”. In questa dimensione straniante in cui il limite fra vero e immaginario si assottiglia fino a svanire lasciamo che la caligine nordica ci appanni lo sguardo e le idee, e finiamo per credere che sì, spiriti e presenze luciferine esistano davvero e che anche noi potremmo incontrarle in una gelida sera nel Nord, ammantata di una cappa bianca che ci avvolge e ci inghiotte, impalpabile e implacabile.